Il neo direttore de La Stampa rivendica l’identità di giornale equilibrato, laico, attento ai diritti civili e all’accoglienza
Antonio Di Rosa, nel primo editoriale da direttore de La Stampa, riflette sul ruolo del quotidiano in un mondo segnato da guerre, terrorismo e nuove tensioni internazionali. Ripercorrendo la storia del giornale, osserva che la fine del mondo bipolare dopo la caduta del Muro di Berlino non ha portato la pace sperata, ma un ordine multipolare caratterizzato da instabilità e conflitti. Anche gli Stati Uniti, aggiunge, non rappresentano più il punto di riferimento dell’Occidente: con Donald Trump hanno scelto una strada diversa. In questo contesto, Di Rosa rivendica l’identità de La Stampa come giornale equilibrato, laico, attento ai diritti civili, all’integrazione e all’accoglienza. Richiama la visita di Papa Leone XIV a Lampedusa e la decisione della Corte Suprema americana sul diritto di cittadinanza per nascita come esempi di un dibattito che investe valori fondamentali. L’autore ricorda inoltre la visione dell’Avvocato Agnelli, secondo cui il quotidiano doveva contribuire a rendere l’Italia più europea e meno provinciale. Pur criticando un’Europa incapace di dotarsi di politiche comuni su difesa, economia ed esteri, sostiene la necessità di promuovere riforme, crescita economica, cultura e sviluppo. Di Rosa denuncia poi il clima di crescente polarizzazione della politica italiana, dove ogni tema diventa motivo di scontro e si riduce il rispetto per le opinioni altrui. Per questo, afferma, La Stampa continuerà a difendere il libero confronto delle idee e a contrastare il fanatismo. Tra gli obiettivi indicati figurano il rafforzamento del legame con il Nord Ovest, un’informazione di qualità su carta e digitale, progetti dedicati a scuole e università e maggiore attenzione agli anziani. Conclude indicando nel presidente Sergio Mattarella un punto di riferimento per equilibrio, difesa dell’interesse nazionale e richiamo alla pace.





