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Lo schiaffo di Lubiana, la Slovenia chiude i cieli ai voli israeliani ed è scontro diplomatico

Ariel Piccini Warschauer.

L’ideologia acceca la diplomazia e, quel che è peggio, mette a rischio i trattati internazionali sui cieli aperti. L’ultimo, inquietante capitolo del pregiudizio anti-israeliano che serpeggia in certa Europa si è consumato nei cieli sopra Lubiana. Un volo di linea della compagnia aerea israeliana Israir, diretto nella capitale slovena, si è visto negare improvvisamente l’autorizzazione all’atterraggio dalle autorità locali. Un vero e proprio respingimento ad alta quota che ha costretto il comandante a dirottare d’urgenza l’aeromobile a Zagabria, nella vicina Croazia, lasciando passeggeri e personale di bordo nello sconcerto.

Non si è trattato di un problema tecnico, né di maltempo. Dietro il “no” di Lubiana si cela una precisa — e gravissima — scelta politica. A denunciarlo senza giri di parole è stato l’Amministratore Delegato di Israir, Uri Sirkis: «La decisione è motivata dalla ferma opposizione delle autorità di Lubiana alla linea adottata dal governo israeliano. Siamo di fronte a una palese violazione degli accordi sull’aviazione civile e dei trattati dell’Unione Europea». In sostanza, un governo sovrano dell’UE ha utilizzato la cloche del controllo del traffico aereo come un’arma di ritorsione politica contro Israele, infischiandosene delle regole comunitarie sul trasporto aereo e penalizzando civili innocenti.

La risposta del Ministero degli Esteri israeliano non si è fatta attendere ed è arrivata con una nota dai toni durissimi, che fotografa perfettamente il livello di tensione: «Israele ha chiarito alle autorità slovene che si tratta di un passo assolutamente inaccettabile».

Da Gerusalemme, tuttavia, filtra anche una chiara lettura della situazione politica interna alla Slovenia, definita senza mezzi termini una ritorsione degli “ultimi giorni” di un esecutivo dichiaratamente prevenuto. «In Slovenia è prevista a breve la formazione di un nuovo governo che sostituirà quello uscente, considerato ostile», fa sapere la diplomazia israeliana, rilanciando la speranza di una rapida svolta: «Israele si aspetta un significativo miglioramento delle relazioni tra i due Paesi».

Il caso Israir non è solo un incidente diplomatico bilaterale, ma il sintomo di una tendenza preoccupante. Utilizzare i veti aeroportuali per colpire lo Stato ebraico rappresenta un precedente pericoloso che mina gli accordi bilaterali “Open Skies” siglati da Israele con l’Unione Europea. Resta da capire se Bruxelles deciderà di intervenire per censurare la condotta di Lubiana o se, come spesso accade quando c’è di mezzo Israele, preferirà voltarsi dall’altra parte in nome del politicamente corretto. Nel frattempo, l’asse dell’ostilità ideologica incassa un altro blackout diplomatico, sulla pelle dei passeggeri.

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Coscienza
Coscienza
1 giorno fa

Lubiana ha fatto bene. Ora il politicamente corretto sarebbe sostenere il genocidio? Ma per favore