Il governo vara il decreto Primo Maggio con norme sul giusto salario e gli incentivi all’occupazione
A Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo decreto Lavoro, varato in vista del Primo maggio, che contiene le misure sul salario giusto, gli incentivi all’occupazione e il contrasto al caporalato digitale. All’ordine del giorno della riunione anche l’esame definitivo sul decreto legislativo in attuazione delle direttive Ue sulla parità di trattamento nell’accesso a beni e servizi e la loro fornitura e sulle norme riguardanti gli organismi nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego. Nel Cdm era atteso anche l’esame definitivo e dello schema di decreto del presidente della Repubblica sullo statuto dell’Agenzia italiana per la gioventù.
“Pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro per fare grande la nostra nazione”, ha detto la premier Giorgia Meloni, che si è presentata in conferenza stampa dopo il Cdm. “Il decreto legge che abbiamo approvato oggi è un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti dal suo insediamento e che ha l’obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione ma anche di occupazione stabile e di qualità. Una strategia che sta dando i suoi frutti se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire che oggi più di ieri l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.
“Il decreto legge stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali”, ha detto Meloni. Negli “incentivi occupazionali” previsti dal decreto lavoro c’è “una novità molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto: si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore”. Meloni ha spiegato come con il decreto lavoro “chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici”. Con il provvedimento si dice “sì al salario giusto e sì a una contrattazione di qualità”.





