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Chi risika non rosica, Intesa cerca di disinnescare l’Antitrust per scalare il Monte

Pierluigi Piccini delinea le mosse del cosiddetto risiko bancario. Per disinnescare l’Antitrust, Intesa cederebbe a Unipol — quindi a Bper — il marchio Mps, gran parte delle attività e 635 filiali, tenendosi Mediobanca con la sua quota in Generali. Tradotto: il nome del Monte va a Bologna, la sostanza — Piazzetta Cuccia, il 13 per cento del Leone, l’investment banking — va altrove. È la separazione tra la ditta e la funzione, tra l’insegna che resta sulla porta e il potere che trasloca. Con un corollario che nessun documento d’offerta scioglie: che ne è del radicamento, degli archivi, delle collezioni, di ciò che di una banca non si iscrive a bilancio.

Il calendario è fitto: assemblea Unipol il 30 luglio per l’aumento da 2,5 miliardi, adesioni da novembre, chiusura entro dicembre; il 10 settembre l’assemblea di Intesa, mentre vigilano Bce, Ivass, Banca d’Italia e Antitrust ed è partita la segnalazione al governo per il golden power. Ed è lì che si gioca la parte politica: la possibilità di apporre condizioni a tutela di ciò che il concambio non contempla.

Intorno, la scacchiera si completa. Il consiglio del Monte non ha scelto tra le due offerte e ha affidato agli advisor l’analisi, ma la via milanese si fa ripida da quando Crédit Agricole è salita al 29,9 per cento di Piazza Meda, informandone il Mef e senza intenzione di varcare la soglia dell’Opa. E resta il convitato di pietra: il Tesoro, che secondo fonti finanziarie valuterebbe un collocamento accelerato del residuo 4,86 per cento entro l’8 luglio — ipotesi smentita dal Mef, ma che riecheggia il precedente del novembre 2024, finito sotto la lente della magistratura.

A Francoforte si chiude un assedio; a Milano se ne apre uno che durerà fino a dicembre; a Siena si decide se la banca più antica del mondo sopravviverà come organismo o soltanto come etichetta. Perché il risiko non si vince occupando territori: si vince decidendo chi tiene il nome e chi tiene la cosa. E i due, quasi mai, coincidono.

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