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Vanno bene le energie rinnovabili ma gli impianti devono essere lontani da casa mia

Il direttore Maurizio Belpietro su La Verità affronta il caso delle proteste contro un parco eolico previsto a Manciano, in provincia di Grosseto, per sostenere che il dibattito sulla transizione energetica è spesso segnato da una contraddizione di fondo: molti dichiarano di sostenere le energie rinnovabili, ma rifiutano gli impianti quando devono essere realizzati sul proprio territorio. Pur riconoscendo che le pale eoliche alterano il paesaggio e rappresentano un elemento di forte impatto ambientale e visivo, l’autore osserva che non è realistico pretendere di produrre energia da fonti rinnovabili senza accettare la presenza delle infrastrutture necessarie. Critica quindi l’atteggiamento di chi invoca la tutela del proprio territorio proponendo di spostare gli impianti altrove, definendolo una forma di egoismo territoriale che finisce per scaricare i costi della transizione su altre comunità. Belpietro contesta inoltre l’idea che ogni territorio debba produrre energia esclusivamente per il proprio fabbisogno, ricordando che il sistema energetico nazionale si fonda sulla condivisione delle infrastrutture e delle risorse. Da questa riflessione trae una conclusione più generale: il vero problema della politica energetica italiana è l’assenza di una posizione coerente. Se si rifiutano sia l’eolico sia il fotovoltaico, occorre indicare un’alternativa credibile. Per l’autore questa alternativa è il ritorno all’energia nucleare, considerata l’unica soluzione capace di garantire sicurezza energetica senza consumare ulteriormente il paesaggio. Il dibattito pubblico, conclude, dovrebbe abbandonare le contrapposizioni ideologiche e affrontare con maggiore realismo le scelte necessarie per assicurare al Paese un sistema energetico stabile ed efficiente.

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