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Papa Leone a un anno dall’elezione non ruggisce ma è prudente e al tempo stesso determinato

Massimo Franco sul Corriere della Sera sostiene che, a un anno dall’elezione, il pontificato di Papa Leone XIV abbia ormai assunto una fisionomia precisa. Dopo una fase iniziale in cui il primo Papa statunitense sembrava difficile da interpretare, emerge, secondo l’autore, una personalità prudente ma determinata, impegnata a rafforzare l’unità della Chiesa, il governo collegiale e le istituzioni vaticane, senza rinunciare a riaffermare l’autorità del papato. Franco cita come esempio la lettera inviata ai seguaci di Marcel Lefebvre, con cui Leone XIV ha richiamato gli ambienti tradizionalisti per scongiurare il rischio di uno scisma. Lo stesso equilibrio, aggiunge, si è visto nella risposta a Donald Trump dopo le critiche sui bombardamenti contro l’Iran: il Pontefice ha evitato lo scontro diretto, ma ha ribadito il rifiuto di affidare la soluzione dei conflitti al solo uso della forza. Secondo l’editorialista, Prevost ha smentito sia chi negli Stati Uniti immaginava un Papa vicino alla Casa Bianca per la sua nazionalità, sia le preoccupazioni emerse in Cina dopo il conclave, riaffermando l’autonomia diplomatica della Santa Sede e la sua vocazione multilaterale. A suo giudizio, il conclave ha aperto una fase nuova, superando la contrapposizione tra continuità e discontinuità con i predecessori. Franco evidenzia inoltre il rafforzamento della Curia, della Segreteria di Stato e della diplomazia vaticana, oltre alla volontà di ricomporre le divisioni interne, soprattutto con il cattolicesimo conservatore statunitense, come dimostrerebbe anche la nomina di Maria Montserrat Alvarado alla comunicazione. A chi continua a descriverlo come un Pontefice indeciso, conclude l’autore, Leone XIV risponde rivendicando una propria identità e una propria linea di governo, distinta da quella dei predecessori.

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