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Monte dei Paschi, parla la cislina Fumarola, tacciono i cigiellini Landini e Rossi

Stefano Bisi.

Se dalla Cisl c’è stata una chiara presa di posizione sul futuro del Monte dei Paschi, alla Cgil nazionale e regionale bocche cucite. La leader cislina Daniela Fumarola è stata precisa: “Devono essere tutelati lavoratori e territorio”. Il capo cigiellino Maurizio Landini, pronto a esternare su tutto, per ora è in silenzio e tace pure il segretario regionale Rossano Rossi che al momento della sua elezione avvenuta tre anni fa disse: “E’ una grande emozione, un grande onore e una grande responsabilità. Ci attende un lavoro difficile ma allo stesso tempo stimolante: c’è da cambiare un modello di sviluppo che ha fallito e che ha costruito un mondo ingiusto, ambientalmente insostenibile e pieno di diseguaglianze, prima di tutto serve la capacità di indignarsi di fronte alle ingiustizie e impegnarsi per combatterle”. Non so se il futuro a rischio della banca più antica del mondo rientri nella rosa delle ingiustizie secondo i parametri di Rossi, ma di sicuro il Monte dei Paschi in Toscana e più di una semplice azienda di credito con migliaia di dipendenti e la loro situazione dovrebbe stare a cuore al segretario regionale della Cgil. Meno male che parla la segretaria provinciale cigiellina Alice D’Ercole ma, con tutto il rispetto, se parla Fumarola potrebbe sussurrare qualche parola anche Landini, focoso sindacalista reggiano.

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Quel posto vuoto in palco e la

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