Per non scontentare nessuno l’Italia in difficoltà su tre fronti: Stati Uniti, Nato e Iran
Stefano Stefanini su La Stampa scrive che la reazione iraniana alle parole di Mark Rutte sull’appoggio logistico fornito da alcuni Paesi europei agli Stati Uniti mostra come Teheran stia cercando di sfruttare le divisioni dentro la Nato. L’accusa rivolta all’Italia, alla Romania e ad altri alleati di aver partecipato all’“aggressione” americano-israeliana contro l’Iran non va letta, secondo l’autore, come una minaccia immediata, ma come una mossa di comunicazione politica. Il regime iraniano, impegnato a sopravvivere come potenza regionale dopo una guerra sospesa ma non conclusa, punta a incrinare l’accerchiamento occidentale costruito soprattutto attorno al rifiuto del suo programma nucleare. Stefanini osserva che Teheran sa bene quanto europei e Nato siano marginali nel negoziato vero con Washington, ma vuole evitare che la trattativa ricompatti Stati Uniti ed Europa dopo le fratture emerse durante il conflitto. Da qui l’attacco agli alleati che hanno consentito agli americani l’uso logistico di basi, transiti e sorvoli. L’obiettivo sarebbe duplice: alimentare polemiche interne nei Paesi europei, accusando i governi di essere stati troppo vicini agli Stati Uniti, e rendere più difficile ogni futura solidarietà occidentale sull’Iran, soprattutto in vista del vertice Nato di Ankara, geograficamente e politicamente vicino a Teheran.
L’autore sottolinea che l’Iran vuole trattare con un’America il più possibile isolata, confidando che Donald Trump, pur minacciando di riprendere la guerra, punti in realtà a un accordo rapido e meno rigoroso di quello negoziato da Barack Obama. In questo quadro, Roma conta poco nel grande gioco Usa-Iran ma appare come l’anello debole della catena europea. L’Italia, pur essendosi attenuta alla linea comune — contraria alla guerra, favorevole alla riapertura di Hormuz e al negoziato — ha cercato di ricucire con Washington dopo le critiche di Trump, finendo però per irritare anche Teheran. Per Stefanini, la politica estera italiana ha navigato con troppa opacità, tentando di non scontentare nessuno e ritrovandosi invece in difficoltà su tre fronti: Stati Uniti, Nato e Iran.





