Il vertice Nato di Ankara rappresenta un passaggio decisivo per la tenuta dell’Alleanza
Maurizio Molinari su La Repubblica scrive che il vertice Nato di Ankara rappresenta un passaggio decisivo per la tenuta dell’Alleanza, attraversata da profonde divisioni sull’Iran, sull’Ucraina e sull’aumento delle spese militari. L’autore osserva che i contrasti tra gli alleati si sono accentuati dopo le aperture dell’amministrazione di Donald Trump verso la Russia, le divergenze sulla guerra contro l’Iran e le richieste americane di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil. A ciò si aggiunge il malcontento espresso dallo stesso Trump nei confronti di diversi partner europei, accusati di non aver sostenuto gli Stati Uniti durante il confronto con Teheran. Secondo Molinari, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha cercato di dimostrare che gli alleati hanno comunque garantito un importante supporto logistico alle operazioni americane, senza però riuscire a dissipare le critiche della Casa Bianca. In questo contesto, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan punta a rafforzare il rapporto con Trump e a evitare una frattura dell’Alleanza. L’autore individua nello Stretto di Hormuz il terreno sul quale potrebbe maturare un compromesso. Dopo il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, resta infatti aperta la questione della libertà di navigazione, mentre Teheran intende ridefinire il regime dello Stretto.
Per questo è allo studio una missione navale internazionale incaricata non solo di sminare l’area, ma soprattutto di garantire il libero transito delle navi. Molinari sottolinea che un’iniziativa di questo tipo rafforzerebbe il ruolo della Nato anche in altri snodi strategici del commercio mondiale, dal Mar Rosso agli Stretti di Taiwan. La Turchia potrebbe svolgere una funzione di mediazione, favorendo anche il coinvolgimento di alcuni Paesi del Golfo.
Secondo l’autore, proprio le decisioni sul cosiddetto Fronte Sud costituiranno il principale indicatore dello stato di salute dell’Alleanza. In questo quadro, anche l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo di rilievo, forte del contributo dato all’inserimento del Mediterraneo tra le priorità strategiche della Nato e della crescente rilevanza delle minacce provenienti dal Medio Oriente.





