Trump non arretra ma il manifesto del killer scuote l’America
Ariel Piccini Warschauer.
Donald Trump non si piega. A poche ore dal drammatico attacco che ha sconvolto la cena dei media a Washington, il Presidente torna a parlare e lo fa con la solita determinazione, mista a quel pizzico di sarcasmo che da sempre divide l’America ma che, in questo momento, ne sottolinea la tempra. “Non ho avuto paura, so come va la vita”, ha dichiarato in un’intervista esclusiva alla CBS, la prima dopo il caos. “Viviamo in un mondo di matti”.
Il pensiero di Trump va subito alla First Lady, che proprio ieri, 26 aprile, ha compiuto 56 anni. Le immagini di Melania, scortata via dal Secret Service con un’espressione di comprensibile preoccupazione, hanno fatto il giro del mondo. “Non voglio dire che fosse spaventata”, ha spiegato Trump con un misto di protezione e orgoglio, “perché a nessuno piace sentirsi dare del pauroso. Ma è una donna intelligente: quando ci hanno ordinato di buttarci a terra, ha capito immediatamente la gravità della situazione. Chi non lo sarebbe stato?”.
Rispetto al primo mandato, Melania appare oggi una figura molto più centrale e attiva, un pilastro pubblico che Trump ha voluto elogiare per “coraggio e pazienza”. La Casa Bianca ha celebrato il suo compleanno con un post ufficiale, mentre i sostenitori si stringono attorno a una First Lady apparsa, in questa nuova stagione politica, meno “ombra” e più protagonista.
Il clima si è fatto rovente quando l’intervistatrice della CBS ha citato i passaggi deliranti del manifesto dell’assalitore, dove il tycoon veniva definito “pedofilo e traditore”. La reazione di Trump è stata una fiammata di rabbia: “Non sono uno stupratore, né un pedofilo. E tu sei una persona orribile per aver letto queste parole. Dovresti vergognarti”. Un attacco frontale ai media, accusati di dare risonanza alle farneticazioni di un uomo che Trump descrive come “molto disturbato”. Secondo il Presidente, l’aggressore sarebbe un ex cristiano radicalizzatosi in senso anti-cristiano.
Nonostante la gravità dell’accaduto, Trump non ha rinunciato a una delle sue sferzate ironiche, commentando la rapidità con cui il killer ha tentato di eludere la sicurezza: “Era velocissimo, la NFL dovrebbe assumerlo. È uno molto veloce”.
Intanto, sui social, l’America si divide tra il panico e il grottesco. Mentre circolano video di persone che, nel caos, scappano rubando bottiglie di vino dai tavoli, è diventato virale il filmato di Michael Glantz, agente della Creative Artists Agency. Mentre il Secret Service urlava di restare a terra e la sala sprofondava nel terrore, Glantz è rimasto seduto, continuando a mangiare con olimpica calma. L’immagine plastica di un’America che, davanti alla follia, prova a non perdersi d’animo o forse solo l’appetito.





