Le bandiere che hanno diritto di cittadinanza il 25 aprile
Luca Aniasi su Linkiesta riflette sui fatti del 25 aprile.
La Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP) condanna senza ambiguità e senza distinguo tutto questo. Piena adesione al grido di allarme dell’UCEI e delle Comunità ebraiche La FIAP esprime la propria piena, fraterna e commossa solidarietà all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e alle Comunità ebraiche di Milano, Bologna e Roma, e fa proprio il grido di allarme contenuto nel comunicato congiunto della presidente UCEI Livia Ottolenghi e dei presidenti Walker Meghnagi, Daniele De Paz e Victor Fadlun.
La presidente Ottolenghi ha scritto, in un messaggio agli iscritti, che l’ondata d’odio antiebraico ha raggiunto in Italia livelli che non si vedevano da quasi cento anni. Sono parole che da sole pesano come pietre, e che richiedono dalle istituzioni – e da ogni associazione che si dica antifascista – una risposta all’altezza. La FIAP si associa anche all’appello accorato che l’UCEI ha rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante dei valori costituzionali, perché la libertà di manifestare non si traduca mai in intimidazione o discriminazione, e perché venga ristabilita la verità contro chi prova a deformarla.
Una Resistenza che fu anche ebraica. Una Liberazione che fu anche grazie agli Alleati.
Cinquemila ebrei del mandato britannico di Palestina combatterono in Italia con la Brigata Ebraica per liberare il nostro Paese, rischiando la vita due volte: come partigiani e come ebrei. Otto ebrei italiani sono stati insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. Nel 2017 il Parlamento italiano ha conferito la Medaglia d’Oro al Valor Militare proprio alla Brigata Ebraica. Trecentocinquantamila soldati alleati morirono per liberarci: li onoriamo nei cimiteri di guerra che costellano la Penisola.
Insultare oggi quei vessilli, urlare «saponette mancate» a una ragazzina dello Hashomer Hatzair – il movimento ebraico-socialista che guidò la rivolta del Ghetto di Varsavia nel 1943 – significa sputare sulle tombe dei nostri liberatori. Significa cancellare un pezzo della storia della Resistenza italiana. Lo abbiamo scritto e ribadito: il 25 aprile non può diventare un’arena geopolitica, né una piazza a inviti. Hanno diritto di cittadinanza le bandiere di chi stava allora, e sta oggi, dalla parte giusta della libertà. Non hanno titolo i simboli di chi stava dall’altra parte allora, e di chi dall’altra parte sta oggi.





