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Se i partiti scelgono i parlamentari l’astensionismo aumenterà ancora

Della riforma elettorale si occupa un articolo di InPiù. Ma davvero andremo a votare alle prossime elezioni politiche mandando in Parlamento un pacchetto di 105 deputati e senatori scelti non dagli elettori ma dai partiti che hanno superato il 42% dei voti? Ossia le segreterie dei partiti decideranno loro per quasi un quinto dei deputati senza che gli elettori possano dire la loro? Questo il senso della nuova legge elettorale voluta dalla destra al governo, che prevede un premio di 70 deputati e 35 senatori per la coalizione che vincesse le elezioni avendo superato il 42% dei voti (ossia quanti già ne hanno oggi sulla base dei sondaggi).
 
Se poi non ci saranno le preferenze, come vogliono molti partiti, ecco che il nostro Parlamento, con la nuova legge elettorale voluta da questa maggioranza, sarà composto tutto da “amichetti” dei segretari dei partiti. Un bel risultato, roba da far crollare la partecipazione al voto ben sotto al 50%. Alla fine, voteranno solo quelli che sono stati designati al Parlamento, con le loro famiglie.

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