La politica salta in groppa ai fatti di cronaca per trasformarli in occasione di propaganda a buon mercato
Paolo Mazzanti su InPiù commenta la posizione della premier sui fatti di Bologna. Giorgia Meloni ha giudicato “sproporzionata” la pena di 14 anni e 9 mesi comminata al “gioielliere giustiziere” Roggero che ha inseguito e ucciso due rapinatori e ferito il terzo. FdI e Lega hanno avviato raccolte di firme per chiedere a Mattarella la grazia. Salvini, dopo la morte di Fakir a Bologna, ha detto di stare dalla parte della polizia “senza se e senza ma”. Il sindaco di Bologna Lepore (Pd) ha chiamato i cittadini in piazza per chiedere verità e la piazza è degenerata in violenze con una sessantina di poliziotti contusi. Da ultimo, Elon Musk ha detto che i giudici di Roggero andrebbero processati e condannati e il ministro Nordio non ha sentito la necessità di replicare.
Tutto ciò è avvenuto prima che si conoscessero le motivazioni della sentenza Roggero e prima dell’autopsia per accertare le cause della morte di Farik. La politica, con riflesso pavloviano, salta subito in groppa ai casi di cronaca per trasformarli in occasione di propaganda a buon mercato. Ma così facendo, ammonisce il magistrato in pensione Bruti Liberati, già procuratore capo di Milano e presidente dell’Anm, non solo si delegittimano e si insultano i magistrati, “ma si attaccano i nostri principi fondamentali di civiltà”. Come dargli torto?





