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Caso Montedomini: tra sindaci, vescovi e cattolici in carriera c’è qualche discrepanza tra annunci e cose fatte

La sindaca di Firenze Sara Funaro (nella foto) e l’arcivescovo Gherardo Gambelli farebbero bene a leggere, se non lo hanno fatto, l’ultimo articolo di Vito Mancuso su La Stampa e rilanciato da sfogliamo.eu in cui il teologo spiega che gli annunci vanno coniugati con le situazioni reali. Potremmo anche dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo un oceano e questo vecchio modo di dire torna in mente leggendo l’articolo di Emanuele Baldi su La Nazione, in cui parla del caso Montedomini, dove si capisce che tra sindaci, vescovi e cattolici in carriera c’è stata qualche discrepanza tra quello che annunciano e quello che fanno.

In via dei Malcontenti in questi giorni al lavoro c’è Maurizio Frittelli, “pancia a terra”, dice lui, per chiudere entro il 29 luglio, ma sembra prima, la mappatura completa degli immobili di Montedomini. Ma soprattutto finito nell’occhio dei ciclone. È lui il presidente del consiglio di amministrazione dell’Asp – carica che non prevede compensi – nominato dal Comune nel novembre del 2024 quando già la sindaca Sara Funaro si era seduta sulla poltrona di Clemente VII. Avvocato di lungo corso, già presidente dell’Ort nonché membro, su indicazione dell’ex sindaco Dario Nardella (di cui fu mandatario elettorale alle comunali del 2019) del Comitato d’indirizzo della Fondazione Cr Firenze, Frittelli, non appena insediatosi a Montedomini, fu al centro di una polemica politica con le opposizioni di Palazzo Vecchio, Lista Schmidt in testa, che ventilarono, a suon di interrogazioni l’ipotesi di un’incompatibilità dovuta proprio agli altri ruoli. Il Pd parlò di “polemica strumentale” e poi l’Anac mise la parola fine alla vicenda dichiarando l’insussistenza di alcuna incompatibilità per Frittelli, comunque in scadenza dall’incarico.

È lui il frontman del caso esploso in questa estate bollente. Ma a ben guardare gli uomini di Montedomini sono parecchi e i nomi di taluni si rincorrono di casella in casella nei posti chiave del panorama pubblico. 

Nel 2024 con il presidente in quel gruppo che Palazzo Vecchio definì “composto da professionisti di aree diverse che saprà direzionare la storica istituzione fiorentina con attenzione” ci sono la vice Barbara Cardinali e il consigliere Silvano Di Geronimo nominati dal Comune mentre Giovan Battista Varoli, nominato dalla Città Metropolitana, orchestrale di fama e noto per aver fondato nel 1997 a Pontremoli la Beverage Srl, azienda attiva nel settore della distribuzione sostenibile di bevande e alimenti. L’azienda finì al centro di un servizio de Le Iene per l’assunzione dell’ex sindaco (al tempo parlamentare) in qualità di dirigente, prima della successione a Matteo Renzi, nel frattempo diventato premier. Nel 2021 Varoli viene poi nominato dal Comune nel cda della Scuola di Musica di Fiesole. 

Ma c’è un altro nome che ritorna. Alla presidenza della Fondazione Montedomini onlus, l’ente gemello per la raccolta fondi, siede Luigi Paccosi (il vice è Andrea Ungar, professore ordinario a Medicina), prima presidente di Montedomini (2014-2024). E’ lui l’uomo sotto la cui direzione l’Asp inboccò la strada degli affitti brevi. Paccosi è una figura storicamente legata a Comunione e Liberazione (è stato presidente della Compagnia delle Opere), che ne ha forgiato l’impegno sociale e cooperativo, in una città dove molte figure di primo piano sono vicine al movimento. 

Ma lasciata via dei Malcontenti Paccosi (che ha scelto di non rispondere alle chiamate de La Nazione sul caso affitti brevi in corso) è nominato, su indicazione del Comune, nuovo presidente di Casa Spa, la società che ha in gestione l’edilizia residenziale pubblica nell’area fiorentina.

Da due gestioni è in carica nel Cda anche Andrea De Biasio, nominato dall’arcivescovo, che nel curriculum evidenzia come sua specializzazione professionale la gestione di strutture ricettive, caratteristica non esattamente in sintonia con le recenti esternazioni della Curia su una certa indifferenza istituzionale sull’emergenza abitativa in città.

Mandatario elettorale di Funaro due anni è stato Roberto Franceschi, revisore dei conti sia nel mandato di Paccosi all’Asp che adesso con Frittelli alla presidenza del collegio. 

Il direttore generale dell’Asp è Emanuele Pellicanò. In carica dal 2015 è stato rieletto l’ultima volta all’inizio del 2025. Membro dell’assemblea cittadina del Pd si espresse contrariamente all’ipotesi di scegliere il candidato sindaco del centrosinistra attraverso le primarie appoggiando di fatto la scelta della candidatura di Sara Funaro.

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