Quando i violenti si insinuano nelle manifestazioni occorre la condanna di chi crede nella Costituzione
L’irruzione alla cena dei corrispondenti di Washington con “esfiltrazione” spettacolare del Presidente Trump , della first lady Melania e del Vice Presidente Vance ha oscurato le violenze e gli episodi di intolleranza che hanno punteggiato da noi le celebrazioni del 25 aprile: a Roma due iscritti all’Associazione partigiani sono stati feriti da un giovane che passava in moto; a Roma, Milano e Bologna la Brigata Ebraica e manifestanti con le bandiere dell’Ucraina sono stati espulsi dai cortei; ieri, domenica 26, nostalgici del Duce hanno “contromanifestato” a Predappio e a Dongo. Lo scrive InPiù.
Quando si muovono le piazze è quasi inevitabile che ci si insinuino i violenti e qualche episodio di intolleranza è comprensibile tra quelli che una volta si chiamavano gli “opposti estremismi”. Ma è importante che le forze politiche democratiche che si richiamano alla Costituzione rafforzino la condanna e gli argini morali contro i comportamenti violenti, senza indulgenze, fiancheggiamenti e ammiccamenti. E non sempre accade.





