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L’Iran minaccia l’Italia e la Romania: “Spieghino il loro ruolo o ci saranno conseguenze”

Ariel Piccini Warschauer.

Tensioni geopolitiche alle stelle e nel mirino del regime degli ayatollah ci finisce, ancora una volta, anche l’Italia. Teheran alza drammaticamente i toni e lancia un duro atto d’accusa contro Roma e Bucarest, minacciando non meglio precisate “conseguenze” per il ruolo ricoperto dai due Paesi nell’ambito dell’Alleanza Atlantica.

La miccia è stata accesa dalle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, rilasciate durante un’intervista a Fox News. Parole che l’Iran ha immediatamente cavalcato per imbastire un processo politico e mediatico contro l’Occidente.

A mettere nero su bianco l’attacco è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baquei, che ha affidato a un duro post su X la reazione del regime: «L’Italia e la Romania sono state esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas».

L’elenco dettagliato delle città iraniane serve a Teheran per costruire una narrazione di vittimismo e coesione interna, indicando l’Italia e gli alleati come diretti responsabili di presunte “atrocità”.

Per il regime teocratico, la posizione espressa dal vertice della Nato non è solo una provocazione, ma una prova formale di un conflitto in corso. «Si tratta di un’ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite», ha incalzato Baquei, parlando di una «violazione delle norme del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite».

L’affondo finale del portavoce suona come una minaccia diretta e neanche troppo velata alla sicurezza nazionale dei Paesi coinvolti: «L’Organizzazione e i singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze».

La mossa di Teheran si inserisce in un quadro di altissima instabilità globale, dove la Repubblica Islamica tenta di stringere i ranghi e spaventare le cancellerie europee, sfruttando la retorica della minaccia esterna. Per l’Italia, da sempre impegnata nel mantenimento dell’equilibrio e della sicurezza nel Mediterraneo allargato e fedele ai propri impegni atlantici, si tratta dell’ennesimo segnale di un asse anti-occidentale che non intende fare sconti. Resta ora da vedere come risponderanno la Farnesina e gli alleati della Nato a questa pesante minaccia che assume rilievo per la sicurezza interna del nostro Paese. 

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