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L’incontro all’osteria non favorisce l’aggregazione dei centrini

Paolo Mazzanti su InPiù commenta l’incontro all’osteria tra i leader, ma non tutti, del cosiddetto Campo largo. Con la foto in taverna di Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli (per fortuna senza vino sul tavolo) il campo largo dimostra di aver capito che è tempo di muoversi. Anche se ha avviato una strategia in due tempi: l’8 luglio al Nord e il 15 luglio al Sud due manifestazioni sul programma comune riservate però a Pd, M5S e Avs; poi a settembre l’intesa con i diversi partitini centristi  che nel frattempo dovrebbero trovare un coordinamento tra loro. Funzionera’? Per ora Renzi, escluso dalla taverna per ordine di Conte, ha abbozzato, nonostante la rabbia dei suoi e degli altri centrini.
 
Per favorire l’aggregazione sarebbe bene che nell’impostazione del programma comune Pd-M5s-Avs tengano almeno conto dei temi che stanno a cuore ai centrini: la “start tax” di Italia viva per detassare i giovani ed evitarne l’esodo all’estero; l’integrazione europea di Più Europa; la sicurezza degli amministratori locali di Progetto civico di Onorato; la riduzione delle disuguaglianze e l’attenzione ai soldi pubblici di Piu’Uno di Ruffini, secondo il quale il governo dovrebbe valutare il rendimento di ogni euro di spesa pubblica che dovrebbe essere finalizzato a ridurre le disuguaglianze, e almeno a non aumentarle. Dal 2015, ha detto Ruffini, lo Stato ha incassato 6 mila miliardi di tasse (di cui 280 di recupero dell’evasione), eppure le disuguaglianze sono aumentate e il debito pubblico e’ cresciuto di 1100 miliardi, da 2 mila e 3100. Meditate leader, meditate.
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