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La domenica dell’altalena, da una parte una fusione tra pari e dall’altra un’operazione che si presenta ostile

La domenica dell’altalena per la Banca Monte dei Paschi. Due ipotesi sul tavolo. La prima, annunciata da Bpm con comunicato stampa a metà giornata si presenta come “una aggregazione fra pari”: la due banche si aggregano (qualora anche il cda di Banca Monte dei Paschi dica di sì) in modo non ostile e mantengono e valorizzano, questo è dichiarato, le peculiarità di ciascuna. Sulla seconda operazione non sappiamo nulla. Il solo fatto che sia spuntata a sorpresa indica la cosa più banale, ovvero che nulla è concordato e si presenta come ostile. Andando per pura immaginazione Bper (cioè Bologna, Unipol) potrebbe essere la testa di ariete per acquisire Banca Mps (con un’opa o un ops). Banca Intesa – ma nulla è chiaro -potrebbe fare il soggetto finanziatore, prendendosi Mediobanca e la partecipazione in Generali. Ma è evidente che i dettagli non sono poca cosa. In ogni caso, pare ovvia la profonda diversità per il Monte fra i due casi: nel primo (che non è un’ipotesi) siamo di fronte ad una aggregazione fra pari; il secondo, si presenta – dalle prime notizie, tutte da verificare – come un’acquisizione, con tutto quello che ne può derivare. Non resta che aspettare forse poche ore.

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