Banche in fibrillazione, che cosa è successo e che cosa può accadere
Il Quotidiano Nazionale svela alcuni retroscena della domenica infuocata nel mondo bancario. Nei corridoi di Via XX Settembre la notizia è caduta nel primo pomeriggio di domenica 7 giugno come un sasso lanciato negli ingranaggi. Giancarlo Giorgetti (nella foto) stava già accarezzando la cornice del suo capolavoro: la lettera recapitata da Banco Bpm a Monte dei Paschi portava in controluce l’esatta filigrana del Mef. Un’aggregazione amichevole per creare il secondo polo bancario nazionale (oltre 50 miliardi di capitalizzazione e 1,1 miliardi di sinergie), la perfetta exit strategy per lo Stato.
Ma sulla scacchiera è piombata la contromossa tattica e strumentale di Intesa Sanpaolo, che ha convocato d’urgenza un cda serale. Un curioso tempismo, quello di Carlo Messina. Per mesi il ceo di Ca’ de Sass ha liquidato le ondate di fusioni come una pericolosa “confusione”, ribadendo che una banca da 10 miliardi di utili attesi, supportata da tecnologia e ferrea disciplina di capitale, non ha alcun bisogno del risiko per esistere. In realtà, la trama covava da almeno due settimane. Nei salotti milanesi circolava con insistenza la voce di un dialogo tra Intesa, Bper e Unipol: sul fronte bolognese si faceva il nome di Alberto Nagel come advisor, su quello di Messina quello di Canzonieri. Intesa Sanpaolo e Bper stavano studiando una contromossa con l’ex Ceo di Mediobanca, Nagel, come consigliere dell’Opa sulla banca senese – il banchiere che proprio da Piazzetta Cuccia era stato estromesso e che vi avrebbe consumato la sua rivincita. Tutti, in Borsa, si aspettavano un attacco.
Ed è qui che Banco Bpm e Mps hanno deciso di muoversi per primi. La proposta di aggregazione recapitata domenica mattina a Siena ha tutta l’aria di una contromisura preventiva: bruciare l’asse Intesa-Bper prima che si materializzasse.
La replica di Messina non si è fatta attendere, e ne svela la logica. In serata il cda di Intesa si è riunito per varare un’operazione congiunta con Unipol e Bper (JPMorgan advisor Intesa e Rotschild per Unipol), pensata per contrastare la proposta di Banco Bpm. Nel disegno, la prima banca italiana rafforzerebbe investment banking e private banking inglobando Mediobanca e il suo 13,2% in Generali, mentre a Bper toccherebbero le filiali del Monte.Un’operazione che assomiglia più a una spartizione mirata che a un progetto di consolidamento. E che ha un bersaglio preciso: Andrea Orcel. La mossa avrebbe il vantaggio, per Intesa, di limitare l’influenza francese di Crédit Agricole in Banco Bpm– e di chiudere lo spazio a UniCredit, che su Siena stava studiando le proprie mosse. Una manovra che, sotto la veste industriale, regola anche vecchi conti tra i due grandi banchieri rivali. Ma anche un azzardo che fa sorridere i maligni, visto che in passato era stato lo stesso Messina a ricordare come i vincoli Antitrust impedissero a Intesa persino di pensare a operazioni sul Leone di Trieste.
Certo è che il polo Mps-Bpm è un’ipotesi che il ministro Giancarlo Giorgetti ha ventilato per anni, poi accantonata dopo l’Opa di UniCredit sulla stessa Banco Bpm, ritirata anche a fronte delle pressioni dell’esecutivo e del possibile golden power. Quando Castagna ha mosso, formalmente di propria iniziativa, a Roma non hanno dovuto alzare un dito: la proposta arrivava puntuale, nel momento giusto e nella direzione giusta, dopo mesi in cui la sponda del Tesoro per quel disegno non era mai stata un mistero.A definire gli equilibri di quell’aggregazione contribuirebbe anche la geografia azionaria che ne deriverebbe. Nel nuovo colosso Mps-Bpm, Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, resterebbe primo azionista con l’11,6%. Il Tesoro, invece, detiene oggi appena il 4,8% di Mps: poco sui numeri, molto sul simbolo. “Quando ci guadagniamo il massimo, le vendiamo”, aveva detto Giorgetti, lasciando intendere che la dismissione del residuo non fosse lontana. Il governo voleva chiudere la partita Mps con un’operazione che ne consacrasse il rilancio, la mossa di Intesa ora riapre il valzer.





