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Israele-Kazakistan, missione ad Astana per accelerare su voli diretti e scambi commerciali

Ariel Piccini Warschauer.

Non solo Medio Oriente. La diplomazia di Israele guarda con sempre maggiore insistenza verso Est, puntando al cuore pulsante dell’Asia Centrale. Il Presidente Isaac Herzog è atterrato ad Astana per un vertice bilaterale con il leader kazako, Kassym-Jomart Tokayev, con l’obiettivo dichiarato di imprimere una svolta “storica” ai rapporti tra i due Paesi.

Al centro dei colloqui, durati diverse ore, c’è un piano ambizioso: triplicare il volume degli scambi commerciali. Ma non si tratta solo di numeri e bilance di pagamenti. Herzog ha insistito sull’approvazione immediata di voli diretti tra i due Paesi, una mossa che accorcerebbe drasticamente le distanze non solo per il turismo, ma soprattutto per l’interscambio tecnologico e agricolo, settori in cui Israele vanta un’esperienza d’eccellenza molto ambita dal governo di Astana.

Il punto politicamente più rilevante riguarda però la proiezione diplomatica del Kazakistan. Herzog sta spingendo affinché Astana trasformi il suo approccio cauto agli Accordi di Abramo in una partnership economica e diplomatica tangibile. Il Kazakistan, nazione a maggioranza musulmana ma orgogliosamente laica e multiculturale, si sta posizionando come l’interlocutore ideale per normalizzare i rapporti tra il mondo islamico e lo Stato ebraico, agendo come “pivot” regionale.

Se storicamente il legame era basato sulle forniture energetiche (il Kazakistan è uno dei principali fornitori di greggio di Israele), oggi la sfida si sposta sulla sicurezza alimentare e sulla cyber-security. La visita di Herzog conferma che Gerusalemme considera l’Asia Centrale non più come una periferia diplomatica, ma come un pilastro fondamentale per rompere l’isolamento regionale e costruire nuovi corridoi logistici che evitino le zone calde del Golfo Persico.

“Questa visita dimostra che i legami di Israele si stanno espandendo,” hanno commentato fonti della delegazione presidenziale. In un momento di forti tensioni globali, il triangolo Astana-Gerusalemme-Accordi di Abramo potrebbe ridisegnare gli equilibri di una regione cruciale per le rotte commerciali verso l’Europa.

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