Che cosa c’è da aspettarsi dal nuovo presidente della banca centrale americana
Il 15 maggio la Fed (banca centrale americana) avrà un nuovo presidente Kevin Warsh, nominato da Trump, il quale ha detto che si aspetta una riduzione del costo del denaro. Lo farà Warsh? E’ la domanda che si pone Innocenzo Cipolletta con un articolo su In Più. Scrive che “lui ha sostenuto di essere indipendente dalla politica, ma ha anche detto che si aspetta, dall’uso dell’intelligenza artificiale, un calo dell’inflazione grazie agli aumenti di produttività. Quindi è lecito immaginare una politica monetaria più accomodante da parte della Fed. Come reagiranno i mercati? Siamo in mezzo a una guerra in Medio Oriente che sta portando a strozzature d’offerta e ad aumenti dei costi. Abbiamo di fronte una abnorme richiesta di capitali negli USA da parte delle Big Tech che puntano sull’AI, sulla costruzione di Data Base e di centrali elettriche per soddisfare l’uso di AI. Una concentrazione di investimenti in pochi settori che rischia di esplodere in una bolla con effetti devastanti sui sistemi economici. Il futuro a breve non è rassicurante. Prepariamoci”.





