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Strada in salita ma dal cda di Bpm attendono un segnale dal Monte dei Paschi per una fusione alla pari

Banco Bpm continuerà ad attendere eventuali segnali di interesse da Mps sulla proposta di una fusione alla pari, nonostante di fronte si ritrovi l’operazione Intesa-Unipol da 30,6 miliardi. Finito il cda di Bpm, Il Sole 24 Ore racconta quello che è successo. Ufficialmente, a quanto si apprende, sul tavolo del consiglio di amministrazione di Piazza Meda non c’e stato alcun passaggio formale, ma si è ribadita la volontà dei vertici Bpm di aspettare un segno concreto da parte del Monte per capire almeno la fattibilità di una fusione tra i due istituti, anche se la strada appare in salita e resta il nodo della “passivity rule” (alla quale è soggetto l’istituto senese dopo il lancio dell’opas di Ca’ de Sass).

La riunione del board del Banco, che aveva gli occhi del mercato puntati addosso, è iniziata questa mattina alle 10 e si è conclusa dopo oltre cinque ore. All’uscita, bocche cucite da parte dei consiglieri che hanno lasciato un po’ alla volta il quartier generale della banca milanese, anche se alcuni di loro hanno ribadito come si trattasse di un cda «ordinario».

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