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Dolce & Gabbana, piano real estate a Milano per alleggerire il debito da 450 milioni

Dolce & Gabbana, piano real estate a M

Ariel Piccini Warschauer.

La scure del debito torna a lambire i giganti della moda italiana, spingendo anche i marchi storicamente più indipendenti a ridisegnare le proprie strategie patrimoniali. Secondo quanto rivelato da fonti di mercato e riportato dall’agenzia Bloomberg, la maison Dolce & Gabbana starebbe valutando un’importante operazione di razionalizzazione del proprio portafoglio immobiliare nel centro di Milano. Il dossier, attualmente al vaglio del management, punta ad alleggerire un’esposizione finanziaria complessiva che avrebbe toccato quota 450 milioni di euro.

Per far fronte alle scadenze e ottimizzare la struttura del capitale, la casa di moda fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana starebbe sondando il terreno con alcuni investitori istituzionali per una serie di dismissioni di pregio. Lo schema finanziario prediletto, secondo i rumors, sarebbe quello del sale-and-leaseback: la vendita delle proprietà immobiliari a fondi specializzati seguita dal contestuale riaffitto degli spazi a lungo termine.

Una mossa che consentirebbe al gruppo non solo di incamerare immediata liquidità da destinare al deleveraging, ma anche di mantenere la continuità operativa dei propri storici quartier generali, showroom e boutique nel Quadrilatero della Moda milanese, senza dover traslocare o interrompere le attività commerciali.

L’indiscrezione giunge in una fase complessa per l’intero comparto dell’alto di gamma globale. Il rallentamento della domanda cinese, la contrazione dei consumi aspirazionali nei mercati occidentali e l’incremento costante dei costi operativi stanno comprimendo la redditività di molti player non quotati. Per D&G, una delle poche grandi realtà del made in Italy rimaste interamente sotto il controllo dei fondatori e fuori dalle grandi conglomerate estere (come Kering o LVMH), la leva sul real estate di proprietà rappresenta un’ancora di salvataggio strategica per preservare l’autonomia finanziaria, evitando il ricorso a rifinanziamenti bancari più onerosi nell’attuale scenario dei tassi di interesse o l’apertura forzata del capitale a fondi di private equity.

Al momento, i vertici della casa di moda di Via Goldoni non hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla consistenza del debito e alle singole opzioni sul tavolo negoziale. L’evoluzione del dossier milanese sarà comunque un termometro decisivo per valutare la tenuta patrimoniale delle boutique indipendenti del lusso tricolore.

Nota editoriale di contesto: L’indiscrezione originale è stata lanciata dall’agenzia internazionale Bloomberg ed è stata ripresa e confermata nei suoi dettagli macro-economici dalle principali agenzie di stampa nazionali, inclusa l’Agenzia Giornalistica Italia (AGI), evidenziando il focus della maison sulle formule di vendita con patto di locazione a Milano.

Dolce & Gabbana, piano real estate a Milano per alleggerire il debito da 450 milioni

Strada in salita ma dal cda di

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