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Paolo Ermini bacchetta la sindaca di Firenze sul caso Montedomini

Il caso Montedomini tiene banco nelle discussioni politiche fiorentine e toscane. L’ex direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini in un post suoi social ricorda la vicenda.

La sindaca di Firenze Sara Funaro ha emesso una lunga nota sul caso Montedomini, la società che ha concesso a uso turistico alcuni immobili da destinare, secondo gli obiettivi da sempre perseguiti dalla società stessa, a famiglie bisognose. 

Nella sostanza la sindaca ha detto: 

1) che le regole di Montedomini sono state sempre rispettate (però senza neppure un cenno sulle ragioni per le quali la società ha imboccato la via degli affitti turistici, peraltro a prezzi inferiori a quelli di mercato);

2) che lei respinge le strumentalizzazioni e deplora la macchina del fango messa in moto dalle opposizioni; 

3) che l’Amministrazione conferma la politica di contenimento degli affitti turistici;

4) che d’accordo con i responsabili di Montedomini rivedra’ i criteri di governo del patrimonio edilizio della società in modo da evitare in futuro ogni possibile stortura. 

Alcuni giorni fa avevo scritto che Funaro era davanti a un bivio: rivendicare l’operato della giunta Nardella, nella quale lei ricopriva il ruolo di assessore al sociale, e della sua giunta, assumendosi anche la responsabilità degli omessi controlli di Palazzo Vecchio su Montedomini; oppure ammettere gli errori imponendo le dimissioni, se non a se stessa, all’ad della società Frittelli. 

Funaro ha scelto una terza via: non riconoscere alcune errore e procedere a un cambiamento delle regole concordato con i vertici di Montedomini. 

Il discorso è minato da due contraddizioni di fondo. La prima: se tutto è stato fatto correttamente perché cambiare strada? E se, come la sindaca ha scritto nella nota, la società Montedomini gode di una autonomia assoluta, non essendo una partecipata del Comune, a che titolo lei puo’ fissare nuove regole della società?

La verità è che Funaro non ha potuto riconoscere la contraddizione più clamorosa: Montedomini ha affittato alcuni immobili a uso turistico in centro fin dai tempi della giunta Nardella (con il suo beneplacito, si presume) e mentre la sindaca attuale e la sua giunta avviavano la campagna anti Airbnb. Se lo avesse fatto sarebbe incorsa nelle ire del suo predecessore, che l’ha voluta sindaca a ogni costo, e avrebbe ammesso la sua inadeguatezza nel governo della cosa pubblica. 

Quanto alle accuse rivolte agli oppositori che dire? Per una volta che il meccanismo democratico ha funzionato (lo scoop del CorriereFiorentino, l’offensiva delle minoranze con la richiesta di chiarimenti immediati in Consiglio comunale) trincerarsi prima nel silenzio e poi affidarsi a un attacco scomposto sono la prova della difficoltà in cui Funaro si trova e della sua debolezza politica, alimentata anche dalle prese di distanza nell’ambito della maggioranza e nel suo stesso partito. 

La sindaca parla di una nuova sfida. Allora avrebbe dovuto lei stessa chiedere la convocazione del Consiglio comunale, senza aspettare che Cecilia #DelRe raccogliesse le firme per ottenerlo. 

L’impressione è che la sfida più impegnativa per Funaro sia quella con se stessa. Per smettere i panni della gregaria. Noi le facciamo gli auguri più fervidi per vincerla questa sfida, anche se non saranno graditi.

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