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In subbuglio il mondo dei banchieri mentre Lovaglio e Bai sorridono compiaciuti per tanto interesse nei confronti di Babbo Monte che tutti vogliono sposare

Domenica di lavoro per i banchieri dopo la proposta di matrimonio fatta da Bpm alla Banca Monte dei Paschi e anche per i giornalisti economici. Repubblica.it it rivela una contromossa di Intesa. Si scatena nuovamente il risiko bancario italiano. Con una riunione del cda di domenica 7 giugno Banco Bpm ha proposto a Banca Monte dei Paschi di Siena di discutere e concordare un’operazione di aggregazione. Una fusione alla pari finalizzata alla creazione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, secondo operatore nazionale per dimensioni ma dietro a Intesa Sanpaolo e Unicredit che ha anche una grossa fetta di attività all’estero.

Una mossa che alcune fonti finanziarie hanno definito difensiva rispetto a un’altra operazione che potrebbe arrivare a breve sul tavolo di Siena e che coinvolgerebbe anche Generali. Nel pomeriggio di domenica si sono infatti intensificate le voci di una riunione del cda straordinario di Intesa Sanpaolo convocata entro la sera di domenica. E la banca guidata da Carlo Messina potrebbe muoversi in tandem con la Bper controllata dalla Unipol presieduta da Carlo Cimbri.

Parlando dell’aggregazione proposta da Banco Bpm questa verrebbe attuata nelle modalità tipiche dei “cosiddetti merger of equals, la soluzione più coerente per allineare tutti gli azionisti su un disegno industriale comune, preservando il Dna dei due istituti e valorizzando le rispettive culture”, si legge in una nota emessa dopo una riunione del cda della banca milanese.

In Borsa Banco Bpm capitalizza poco più di 20 miliardi mentre Mps supera i 27 miliardi, quindi una fusione alla pari privilegerebbe la banca milanese. Inoltre il primo azionista dopo la fusione sarebbe la banca francese Crédit Agricole, che oggi possiede quasi il 23% di Banco Bpm e verrebbe diluita all’11,5%, comunque davanti a Delfin che ha il 17,5% di Mps (scenderebbe al 9%) e a Francesco Gaetano Caltagirone che possiede il 13,5% di Mps e scenderebbe al 6,75%.

Della reazione della Banca Monte dei Paschi se ne saprà di più lunedì 8 quando è già in programma una riunione del cda per discutere della proposta arrivata da Milano. C’è da scommettere che l’ad Luigi Lovaglio sorriderà sotto i baffi e non sarà da meno il suo vice Maurizio Bai, una vita da mediano-montepaschino, per dirla alla Ligabue.

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