Quelle bruttezze che fanno indignare i fiorentini ma vengono difese in nome del progresso
A proposito di cubi bianconeri, birilloni e parallelepipedi, la rivista Artribune va controcorrente e ironizza su alcune bruttezze che fanno infuriare i fiorentini. Scrive: Niente di più facile a questo punto andare in giro per la città e cercare qualche altra escrescenza anomala per alimentare la rabbia civica. Lo ha fatto ad esempio l’artista fiorentino Giacomo Costa che ha pizzicato un’antenna svettante e bianca con un impatto ancor più rilevante del cilindro di cui si parla in questi giorni: si tratta di un parallelepipedo e si trova in Via Ghibellina e dunque siamo proprio nella famigerata zona Unesco. Dalla finestra di Costa, che ha scattato la foto, questo antennone impalla niente di meno che la vista sul profilo di Santa Croce. E mentre se ne parlava è spuntata la foto di un altro pinnacolo, stavolta in Via Fossombroni.
Insomma a Firenze bisogna decidere se arrabbiarsi ogni volta che la città mostra qualsiasi minima forma di cambiamento oppure se concentrarsi sui problemi reali della città. Magari accettando con raziocinio e realismo che qualche antenna di ripetizione del segnale dati è indispensabile. Oltretutto senza segnale 5G come si farebbe a scatterle la foto al prossimo ‘oltraggio’ alla storia della città per postarlo online?
E a proposito di cilindrone (meglio chiamarlo birillone) è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. Il cilindrone lo ha scoperto nel settembre 2025 il giornalista Francesco Matteini. Da cronista attento scoprì una delle bruttezze fiorentine che amministrazioni varie e soprintendenze hanno ignorato.





