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Blitz della polizia all’alba per Ilaria Salis, la politica si spacca

Ariel Piccini Warschauer.

Svegliata alle 5:30 del mattino dal bussare frenetico della Polizia alla porta della sua camera d’albergo. Protagonista dell’episodio è Ilaria Salis, l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, finita al centro di un caso che infiamma il dibattito politico nella Capitale, proprio nel giorno del corteo contro il ddl Sicurezza.

Secondo quanto ricostruito, gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato un “controllo preventivo” di circa un’ora. L’identificazione è scattata non appena il nome dell’europarlamentare è stato inserito nel database degli alloggiati della struttura ricettiva romana. Un risveglio brusco che Salis non ha tardato a denunciare sui propri canali social: “Svegliata all’alba dalla polizia in hotel. Questo è il clima che si respira nell’Italia del Governo Meloni: un tentativo di intimidire chi non ha paura di scendere in piazza. Ma noi non ci fermiamo.”

Dalla Questura di Roma arriva però una secca smentita su qualsiasi intento persecutorio o politico. Le autorità spiegano, con un certo imbarazzo, che l’intervento è stato un “atto dovuto”, generato da un alert tecnico presente nel sistema informatico di cooperazione internazionale (Schengen).

Nello specifico, sul profilo di Ilaria Salis risulterebbe una segnalazione inserita da un Paese terzo europeo (presumibilmente l’Ungheria, dove l’attivista è stata detenuta per oltre un anno). Quando un soggetto “attenzionato” a livello internazionale si registra in una struttura alberghiera, il sistema avvisa automaticamente le forze dell’ordine locali, che hanno l’obbligo di procedere all’identificazione.

Scontro politico totale

Nonostante le precisazioni tecniche, la politica si spacca: Bonelli e Fratoianni di AVS, parlano di “metodi da regime”, sottolineando come sia inaudito trattare un’europarlamentare, che gode di immunità, come un pericoloso latitante. Esponenti di Fratelli d’Italia e Lega replicano che “la legge è uguale per tutti” e che le procedure di sicurezza non guardano in faccia al colore politico o al ruolo istituzionale.

L’episodio getta benzina sul fuoco di una giornata già tesa, caratterizzata dalle manifestazioni di protesta contro il nuovo Decreto Sicurezza, definito dalle opposizioni “liberticida”.

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