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Elezioni anticipate? Sarebbe una scelta illogica, anzi folle

Il dilemma: elezioni politiche anticipate o alla scadenza naturale? Battista Falconi su StartMag si esprime cosi: “Votare, oh, oh: è l’inno intonato (o stonato) da un coro trasversale, composto soprattutto dall’opposizione ma con più di qualche cantore di centrodestra. Che invoca una scelta illogica. Andare alle urne sarebbe folle, con una maggioranza in crisi e le opposizioni divise, in un momento di incontrollabile tensione internazionale e di aggravata crisi economica e commerciale. Ma sarebbe conveniente per qualcuno: potremmo dire che “ce lo chiedono i mercati”. Ha ragione Giavazzi sul Corrierone quando, tra i molti sintomi schizoidi del periodo che attraversiamo, evidenzia il dito dello spread che potrebbe tornare a puntare contro l’Italia, dopo che Meloni ne ha abbassato la minaccia per tre anni abbondanti. Sceso da 240 a 60, ha ridotto il debito ogni anni da 5 a 36 miliardi di euri, un bel risparmio”.

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