Due donne, due pratesi, una in giunta e l’altra all’opposizione dopo aver lasciato la Camera
Due donne, due pratesi. Una attacca, l’altra si difende e contrattacca. Più che una seduta del consiglio regionale sembrava un duello aspro a tutto campo – scrive La Nazione – , che fin da subito ha avvelenato il dibattito monopolizzando un’ampia fetta dei lavori dell’aula. Da una parte la capogruppo di FdI Chiara La Porta, dall’altra l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti (nella foto) in un crescendo di nervosismo e tensione. Manetti ha esordito con la richiesta indirizzata al vicepresidente del consiglio Antonio Mazzeo di accorpare almeno tre delle quattro mozioni che la vedevano coinvolta. L’opposizione si è messa di traverso, così Mazzeo ha deciso di sospendere la seduta e convocare la conferenza di programmazione lavori con i capigruppo. Responso: richiesta accettata. In merito a ’Monna Cristina’, il quadro della discordia, Manetti alza le barricate: “L’Accademia delle Arti e del disegno è una realtà privata e non sono stata minimamente coinvolta sulla scelta della mostra e di un ritratto che mi riguardava, quando l’ho saputo l’ho fatta subito togliere. Mi ricorda molto una vicenda che recentemente ha riguardato la premier Meloni”.
Sotto i riflettori anche il libro di Manetti, presentato dall’assessora in vari ambiti: “Nella sestina del premio Città dei lettori, nel 2025, è stato scelto il mio libro – spiega Manetti –, quel concorso non ha preso i finanziamenti della Regione”. Manetti risponde per le rime: “Sono davvero curiosa di sapere cosa risponderà il ministro Giuli – ha aggiunto – all’interrogazione posta da un parlamentare di FdI. Non ho niente contro il ministro, anzi, ma sono curiosa di sapere se giudica conflitto di interesse il fatto che un suo libro, ‘Venne la Magna Madre’, sia stato ristampato nel 2025 con un contributo di 21mila euro di soldi pubblici nell’ambito di una mostra archeologica”. L’assessora alla cultura si difende su tutta la linea: “Mi si contestano presentazioni, eventi, iniziative culturali, tutte attività pubbliche trasparenti, legittime, svolte nel pieno rispetto delle regole, tutte attività documentate”. Intanto il governatore Giani si schiera a difesa di Manetti e invoca il corretto utilizzo dello strumento dell’accesso agli atti che non può essere un “controllo generalizzato” e considerato un diritto “assoluto e senza limiti”. Con Manetti si schiera compatto anche il Pd: “Da FdI attacco personalistico che nulla ha a che fare con l’interesse dei cittadini”, chiosa il capogruppo dem Simone Bezzini.
Fin qui la cronaca puntuale della Nazione. Sullo sfondo c’è Prato, dove il centrosinistra preme per la candidatura di Matteo Biffoni, ma in partita c’è anche Cristina Manetti e il centrodestra che stenta a trovare un candidato. Si è fatto anche il nome di Chiara La Porta ma dopo aver lasciato il parlamento per il consiglio regionale della Toscana su richiesta di Giovanni Donzelli non intende fare un altro cambiamento. Tornerà alla Camera alle prossime elezioni perché il braccio destro di Giorgia Meloni lo ha promesso dopo che Chiara La Porta, lasciando il seggio a Montecitorio, ha consentito di risolvere una situazione imbarazzante che coinvolgeva il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti sul quale pendeva un ricorso elettorale.





