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Sono passati 40 anni da quel giugno caldo in cui arrivò nelle edicole il Corriere di Siena

Stefano Bisi.

Anche nel mese di giugno del 1986 faceva molto caldo e lavorare con temperature elevate è più difficile ma il peso dell’impegno non si sentiva. Stava per nascere il quotidiano Corriere di Siena, un obiettivo perseguito da anni e che si riuscì a rendere concreto grazie all’intraprendenza di un gruppo di giovani giornalisti, di un imprenditore coraggioso come Leonello Mosca e dell’editore lungimirante di Tvs-Televideosiena Ferdinando Minucci. Non fu facile, perché sembrava impossibile aprire un quotidiano in una piazza dove La Nazione la faceva da padrona da decenni. Riuscimmo nell’impresa di iniziare le pubblicazioni con la direzione di Sergio Benincasa che dalla casa madre, Perugia, riusciva a dare i consigli giusti a un gruppo di giovanotti, quali eravamo, guidati da un esperto cronista quale era Federico Fioravanti. Si lavorava da mattina a notte inoltrata. Il 23 giugno finalmente si riuscì ad arrivare nelle edicole. Un’esperienza fantastica. Che rifarei. Ne è valsa la pena anche se l’addio a quel quotidiano per me è stato un evento traumatico, anche se il fatto che dopo 40 anni c’è ancora è un po’ consolatorio.

Sono passati 40 anni da quel giugno caldo in cui arrivò nelle edicole il Corriere di Siena

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