Non è solo un gesto individuale ma sintomo di un malessere profondo della società americana
Andrew Spannaus sul Mattino descrive il mancato attentato di Cole Thomas Allen non solo come gesto individuale, ma come sintomo di un malessere profondo nella società americana. Pur ricordando che Trump lo ha definito una “persona malata”, l’editorialista invita a non liquidare il caso come pura follia: il manifesto dell’attentatore e le motivazioni emerse richiamano temi che intercettano rabbie diffuse contro le élite politiche ed economiche. Spannaus collega il gesto al clima di sfiducia alimentato dagli scandali, dagli Epstein files alla percezione di impunità delle classi dirigenti, e soprattutto a un risentimento sociale che va oltre la politica. Sullo sfondo c’è l’idea di un’economia segnata da profonde disuguaglianze, in cui la classe media si sente sacrificata. Emblematica, in questo quadro, è la vicenda di Luigi Mangione, trasformato da alcuni in simbolo di rivolta contro il sistema sanitario dominato dal profitto. L’autore insiste sul fatto che Allen non corrisponde al profilo del fanatico isolato: era inserito nella comunità, impegnato su cause civili, vicino a istanze non marginali nel dibattito pubblico. Proprio questo rende il caso più inquietante. Il passaggio dall’attivismo alla violenza resta eccezionale, ma nasce in un terreno sociale in cui polarizzazione e delegittimazione reciproca rendono pensabili altri gesti simili. Per Spannaus l’aspetto più preoccupante è il carattere trasversale delle cause che alimentano questa rabbia. Questioni come gli abusi delle élite o l’avidità delle grandi corporation non appartengono a un solo schieramento e possono saldare malcontenti diversi. Per questo, pur nella condanna unanime della violenza, esiste un “humus” che può generare figure disposte a colpire un’élite percepita come corrotta. La conclusione è che il problema non è solo l’attentato fallito, ma il contesto che lo rende intelligibile agli occhi di una parte dell’opinione pubblica. Il rischio evocato da Spannaus è che, come già accaduto con altri simboli di ribellione, possano emergere persino forme di identificazione — il possibile slogan “Free Cole” — segnale di una radicalizzazione che attraversa la società americana ben oltre i suoi margini estremi.





