Minori denunciati a Siena, Bezzini e Diop: “Non basta indignarsi ma serve risposta educativa e collettiva”

“Il quadro che ci restituiscono le indagini delle autorità inquirenti di Siena necessita di una riflessione profonda”.
È il commento della vicepresidente Mia Diop riguardo agli esiti dell’indagine diretta dalla procura minorile di Firenze che ha portato alla denuncia da parte della Digos di Siena di 13 minori per apologia di fascismo, odio razziale, detenzione di armi e di materiale pedopornografico. Un’inchiesta iniziata nell’estate del 2025 grazie ai genitori di un ragazzo (estraneo ai fatti) che hanno segnalato quello che era successo al figlio: “E’ stato avvicinato – raccontarono alla polizia – da giovani che gli hanno prospettato la possibilità di avere armi”.
E’ partita da qui l’indagine che ha portato la Digos di Siena a denunciare 13 minorenni per apologia di fascismo, odio razziale, detenzione di armi e di materiale pedopornografico.
I “baby suprematisti bianchi” sono tutti compagni di scuola, appartengono a famiglie di ceto medio e risiedono tutti a Siena. Tutti maschi con una sola eccezione, di età fra i 16 e i 17 anni e qualcuno vicino ai 18.
“Occorre certamente indignarsi e condannare – aggiunge Diop – perché queste ragazze e queste ragazzi sbagliano, hanno scelto di stare dalla parte sbagliata della storia e rivelano la propria terrificante visione della società intrisa di violenza, odio, fascismo. Occorre denunciare chi nel dibattito pubblico strizza l’occhio all’intolleranza e al razzismo e non si cura della responsabilità di ciò che le sue parole costruiscono o distruggono”.
“Ma dissociarsi e declamare non basta”, spiega la vicepresidente, che ringrazia le forze dell’ordine e la magistratura minorile per il lavoro svolto.
“Siamo di fronte a ragazzi cresciuti nelle nostre scuole, nelle nostre città, figli di una Regione, la Toscana che ha pagato cara la conquista della libertà e della democrazia, che oggi si impegna da più parti per tenere viva la Memoria, che ha, come scritto nello stesso Statuto, l’antifascismo tra i valori fondamentali. Per questo, – è il ragionamento di Diop – i fatti di Siena devono dare la scossa a tutta la società toscana, alle famiglie, e prima ancora alle istituzioni, che sono chiamate a intensificare il proprio impegno per costruire comunità coese, solidali, tolleranti”.
“La Regione – conclude – è pronta a dedicare sempre di più energie contro indifferenza, intolleranza e rigurgiti neofascisti, altresì però chiede che le agenzie educative, a partire dalla scuola, abbiano strumenti e risorse per costruire percorsi efficaci a diffondere tra le nostre ragazze e i nostri ragazzi la cultura del rispetto”.
“È gravissimo quanto emerge dall’indagine della Polizia di Stato che vede coinvolti 13 minorenni residenti in provincia di Siena. Siamo di fronte a fatti che generano forte inquietudine e che devono essere condannati con assoluta fermezza, ma che allo stesso tempo devono interrogarci profondamente sul rapporto con le nuove generazioni, sui modelli di riferimento che proponiamo e sulle forme di disagio che attraversano una parte del mondo giovanile, anche in relazione all’utilizzo dei social network. È compito di tutti, dalle istituzioni alla scuola, dalle famiglie alle comunità, tenere alta l’attenzione sui valori costituzionali e democratici sui quali si fonda la nostra Repubblica, a partire dall’antifascismo, dalla solidarietà e dal rispetto della dignità delle persone. Ringrazio le forze di polizia e la magistratura per il lavoro svolto. Da parte della politica non possiamo permetterci di banalizzare o sottovalutare atteggiamenti che hanno a che fare con l’odio, il razzismo e la violenza. Occorre respingere ogni forma di ambiguità verso l’apologia di fascismo e nazismo. La provincia di Siena, così come la Toscana, ha una storia fortemente legata ai valori costituzionali: è da qui che dobbiamo ripartire, rafforzando il lavoro culturale, educativo e sociale contro ogni forma di odio ed estremismo ideologico”. È quanto dice Simone Bezzini, capogruppo Pd in Consiglio regionale, in merito ai tredici minorenni denunciati a Siena.





