Lovaglio e Lusini, sbagliato contrapporli perché entrambi meritano il Mangia
Stefano Bisi.
Da qualche giorno il presidente della Biblioteca degli Intronati Raffaele Ascheri ricorda di aver proposto mesi fa l’assegnazione del Mangia a Mauro Lusini, senese della Giraffa, il cantautore di “C’era un ragazzo che come me…”, il brano senza tempo conosciuto anche grazie all’interpretazione di Gianni Morandi. Il presidente della Biblioteca lo pone in contrapposizione alla scelta del Concistoro di assegnare il Mangia all’amministratore delegato della Banca Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio per una “scelta di denaro”, anche se sarebbe giusto dire che gli viene conferito perché ha rilanciato la banca più antica del mondo. Quello che è venuto dopo con l’opas di Intesa Sanpaolo non è certo responsabilità di Lovaglio, a meno che non si voglia dire che è una colpa rendere appetibile una banca al mercato. Assegnare il Mangia a Lusini sarebbe stata una scelta giustissima, e addirittura molto tardiva, ma non condivido l’idea di contrapporre l’attribuzione a quella di Lovaglio. Per motivi diversi ma altrettanto nobili meritano entrambi il Mangia e perché il Concistoro non abbia deciso in questo senso per me resta un mistero.





