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Lo stallo nel Golfo e l’impotenza dell’Europa

Riccardo Illy su InPiù commenta la situazione nel Golfo.

Le trattative per mettere fine alla guerra in Iran sono in pieno stallo e Trump rischia di uscirne con una situazione peggiore di quella precedente. Abbiamo perso il conto degli annunci delle partenze degli inviati americani e delle successive smentite. Probabilmente gli iraniani hanno creduto alla notizia pubblicata dal New York Times che gli USA erano a corto di missili mentre il consenso per Trump si andava disgregando e non hanno accettato nessuna delle condizioni imposte per la pace. Trump infatti non può aspettare di ricevere nuovi missili per riprendere la guerra, condivisa solo da un quarto degli americani e, mentre incombono le elezioni di mid-term, dovrà inventarsi qualche altra terribile minaccia per tentare di piegare gli iraniani. Non gli resterebbe che l’uso dell’arma nucleare ma sembra improbabile che possa arrivare a tanto.
 
Il rischio è quindi di arrivare a una tregua che lascia intatto il regime degli Ayatollah e senza un loro impegno a rinunciare alle armi nucleari. Con la minaccia però di tenere chiuso lo Stretto di Hormuz o quantomeno di richiuderlo in futuro in caso di nuove controversie. L’Iran si troverebbe quindi con la consapevolezza di avere un’arma in più rispetto al passato e potendo vantarsi di non aver ceduto di fronte ai bombardanti americani/israeliani; un gran bel risultato! In tutta la vicenda quale è e quale sarà il ruolo della UE? Nessuno. Non essendo una federazione e non disponendo quindi né di poteri di politica estera né di un esercito si è presentata a singhiozzo con alcuni dei suoi membri, disponibili a intervenire a guerra ultimata; cioè quando non servirà più. Ma aldilà dell’improbabile e inopportuno coinvolgimento bellico la UE non è nemmeno riuscita a richiamare l’Iran al rispetto del diritto internazionale. D’altra parte come avrebbe potuto farlo, quando il primo a violarlo è stato l’alleato americano? Dalle cui intemperanze e imprudenze dipende ormai il benessere del mondo intero.

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