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Legge elettorale, battibecco tra Donzelli e Tajani sulle preferenze nella legge elettorale

Paolo Mazzanti su InPiù commenta la nuova legge elettorale super maggioritaria che procede a tappe forzate. Per ora il centrodestra resta fedele al suo calendario: approvazione alla Camera entro metà luglio e al Senato, anche con la fiducia, entro metà agosto. Così Meloni avra’ la possibilità di decidere se andare a elezioni anticipate in primavera (gia’ si ragiona su domenica 11 aprile) o addirittura in autunno per prendere in contropiede il centrosinistra e Vannacci.
Ma nel contempo nel centrodestra aumentano dissidi e perplessità. Donzelli (FdI) e Tajani (Fi) hanno battibeccato sulle preferenze che il testo non prevede. Ma Meloni le vorrebbe e Donzelli ha preannunciato un emendamento in aula. Tajani, contrarissimo, gli ha replicato che le preferenze non sono nel programma di maggioranza. Quindi ognuno votera’ per se’ (FdI a favore, Fi e Lega contro) e forse il risultato finale dipendera’ dalle opposizioni. Ma ci sono perplessità piu’ profonde che tormentano i parlamentari di maggioranza: con l’ascesa inarrestabile di Vannacci, pensano in molti, siamo proprio sicuri che ci convenga insistere su una legge che potrebbe portarci a una rovinosa sconfitta? Non sarebbe meglio lasciare la legge attuale o tornare addirittura al proporzionale della Prima Repubblica?

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