Le minacce russe contro i Paesi baltici fanno parte di una strategia propagandistica del Cremlino
Goffredo Buccini sul Corriere della Sera scrive che le recenti minacce russe contro i Paesi baltici vadano lette come parte di una strategia politica e propagandistica del Cremlino. Giudica poco credibile la tesi secondo cui Estonia, Lettonia e Lituania rappresenterebbero una minaccia per la Russia o sarebbero coinvolti negli attacchi ucraini contro Mosca. Buccini richiama le dichiarazioni di esponenti russi come Vasily Nebenzya e Sergey Naryshkin, che hanno avvertito i Paesi baltici delle possibili conseguenze di uno scontro tra Russia e Nato. A suo giudizio, queste minacce si inseriscono in una più ampia strategia di pressione sul fronte orientale europeo, fatta di intimidazioni militari e operazioni ibride. Secondo il giornalista la ragione principale di questa escalation è però interna alla Russia. Pur continuando a occupare territori ucraini, Mosca non avrebbe raggiunto gli obiettivi iniziali della guerra e si troverebbe di fronte a costi umani ed economici sempre più elevati.
Buccini sottolinea come le perdite russe siano ingenti e come l’Ucraina, grazie anche allo sviluppo della tecnologia dei droni, sia riuscita a migliorare la propria capacità di resistenza. In questo contesto, l’autore ritiene che Vladimir Putin possa avere bisogno di individuare un nuovo “nemico esterno” per giustificare ulteriori mobilitazioni militari. I Paesi baltici, dove vivono minoranze russofone, verrebbero così trasformati in un nuovo bersaglio politico, attraverso una narrativa che richiama precedenti storici basati sulla presunta difesa delle popolazioni russe all’estero. Per Buccini, l’Europa non dovrebbe sottovalutare questi segnali. La conclusione dell’editoriale è che occorra rafforzare il legame con l’Ucraina e definire una strategia di sicurezza comune, considerando Kiev un elemento essenziale per la stabilità del fianco orientale europeo. Pur riconoscendo i problemi interni dell’Ucraina, tra cui la corruzione, l’autore ritiene che il sostegno europeo resti una necessità strategica di fronte alle ambizioni della Russia.





