Le fondazioni di origine bancaria azioniste di riferimento di Intesa San Paolo e Palazzo Sansedoni
Stefano Bisi.
Un mio amico di Poggibonsi diceva “se non vado erro…” quando faceva qualche affermazione risoluta. Ripetendo quel modo di dire molto toscano, anche se non inappuntabile, dico che “se non vado erro…” l’azionariato di riferimento di Intesa San Paolo che dà l’assalto alla Banca Monte dei Paschi di Siena è composto da sei fondazioni di origine bancaria (Torino, Milano, Padova, Firenze, Bologna, Cuneo). Più o meno “se non vado erro…” corrisponde a circa il 20% del capitale con le fondazioni di Torino e Milano di gran lunga in testa. Mi viene da fare una domanda semplice: la Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha qualche contatto con le consorelle, per usare un termine contradaiolo? Non si può pretendere dal neopresidente Riccardo Coppini di aver già avviato relazioni con i presidenti delle altre fondazioni come fanno tra capitani di contrada di vecchia e nuova nomina, ma il suo predecessore Carlo Rossi (nella foto) gli avrà dato qualche numero di telefono. Conviene far squillare i telefonini, se non lo ha già fatto, per provare a capire che cosa può succedere e non dover certificare la fine di una lunghissima storia.





