#CULTURA #TOSCANA

Il Santa Maria della Scala come spazio vivo

Giulio Pellizzi.

Siena sembra voler svoltare sul suo Antico Spedale e l’appuntamento di oggi, che non è solo “performativo”, sembra esserne l’esempio, se abbiamo capito bene. Perchè è soprattutto un piccolo segnale di direzione. “Body speaking on stage”, in programma il 25 giugno alle 17.45 nella Sala San Pio del Santa Maria della Scala di Siena, dice qualcosa di più generale sul luogo che lo ospita e sul modo in cui sta provando a ripensarsi.

Per anni il rischio dei grandi complessi storici è stato quello di restare schiacciati dentro una funzione sola, nobile ma insufficiente. Custodire, mostrare, conservare. Tutto necessario, ma non sempre abbastanza. Un luogo come il Santa Maria della Scala, per dimensione, storia e posizione dentro la città, chiede invece una vita più larga. Chiede di essere museo, certo, ma anche spazio di produzione culturale, di incontro, di attraversamento contemporaneo.

In questo senso il progetto ideato e diretto da Francesca Lettieri trova una collocazione tutt’altro che casuale. Portare dentro il Santa Maria danza, musica dal vivo, relazione, comunità, significa misurare il complesso con una funzione aperta, mobile, non decorativa. Il corpo, qui, non entra come ornamento ma come strumento di lettura. E lo spazio museale smette per un momento di essere solo contenitore, per tornare a essere luogo.

È un passaggio che si lega bene anche al nuovo corso avviato dalla presidenza di Cristiano Leone, che ha rimesso al centro l’idea di un Santa Maria della Scala capace di dialogare con linguaggi diversi e con una progettualità che non si esaurisce nella gestione dell’esistente. Non un museo irrigidito nella sua autorevolezza, ma un’istituzione culturale che prova a stare nel presente per preparare il futuro.

Anche per questo Body Speaking on stage merita attenzione. Perché dentro una performance si intravede una scelta più ampia. Fare del Santa Maria della Scala non solo un luogo da visitare, ma un punto da cui la città può tornare a immaginare qualcosa.

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