Il diario di Lucio Biasion, internato militare della seconda guerra mondiale
C’è un momento in cui la storia smette di essere una data sul calendario e torna a farsi voce, carta, respiro. È quanto accaduto al Circolo Arci di Ravacciano, a Siena, dove Andrea Biasion ha presentato Una benevola luna piena, volume pubblicato da Betti Editrice all’inizio del 2026 e dedicato alle memorie di prigionia del padre Lucio Biasion, internato militare italiano durante la Seconda guerra mondiale.
Dopo l’incontro del 18 marzo alla Biblioteca comunale, la nuova presentazione ha confermato l’interesse intorno a un libro che si muove tra documento storico, racconto familiare e riflessione civile. A introdurre il volume è stato Riccardo Bardotti, storico e scrittore, mentre Mattia Bartalini ha proposto alcune letture poetiche, contribuendo a creare un clima raccolto e partecipe. Al termine, un aperitivo ha prolungato il confronto tra pubblico e autore.
Il cuore del libro è il diario di Lucio Biasion, giovane soldato travolto dagli eventi successivi all’8 settembre e dalla deportazione nei campi nazisti. Andrea Biasion non si limita però a restituire quelle pagine: le accompagna con fotografie, riproduzioni del manoscritto e con un lavoro di contestualizzazione che allarga lo sguardo al fascismo, al collasso dello Stato italiano, alla sorte di centinaia di migliaia di militari internati e al lungo silenzio che per anni ha avvolto la loro vicenda.
Ne emerge un testo sobrio, mai enfatico, costruito sul valore delle parole semplici. La forza narrativa sta proprio qui: nella capacità di far sentire l’ordinarietà del trauma, la fame, il freddo, l’umiliazione, ma anche la resistenza morale di chi, pur senza armi, oppose un rifiuto netto alla violenza e alla collaborazione. Il libro intreccia così memoria privata e coscienza pubblica, aprendo anche a riferimenti più ampi: la Costituzione, l’idea di Europa, il rifiuto della guerra come orizzonte inevitabile.
Senese, con un lungo percorso professionale al Monte dei Paschi e una consolidata attività nel campo della fotografia e della cultura locale, Biasion firma un’opera che tiene insieme precisione documentaria e sensibilità narrativa. Una benevola luna piena non cerca effetti facili: preferisce affidarsi alla tenuta dei fatti. Ed è forse questa la sua qualità più convincente.




