Libano, svelata la rete di tunnel di Hezbollah sotto la fortezza di Beaufort
Ariel Piccini Warschauer.
Una vera e propria cittadella sotterranea del terrore, fortificata e scavata nel cuore della roccia, a ridosso di un’area civile e a pochissimi chilometri dal confine israeliano. L’esercito di Tel Aviv (IDF) ha svelato ieri l’esistenza di un’imponente e sofisticata rete di tunnel ramificata sotto la Beaufort Ridge, l’altura strategica che sovrasta la regione e garantisce il controllo operativo sul Panhandle della Galilea, a soli sei chilometri dalla cittadina israeliana di Metula.
Un’infrastruttura titanica che, secondo le fonti della sicurezza, non è solo l’ennesima provocazione militare, ma un hub centrale di Hezbollah studiato ed edificato nei minimi dettagli e interamente finanziato dal regime di Teheran.
I dettagli emersi dalle ricognizioni dell’IDF delineano uno scenario inquietante. Non si tratta di semplici cunicoli di fuga, ma di una struttura logistica permanente progettata per ospitare contemporaneamente centinaia di terroristi per periodi prolungati. La rete è dotata di infrastrutture idriche ed elettriche autonome e di una serie di comfort e servizi concepiti per una guerra di mesi: alloggi, cucine, servizi igienici, e persino una sala operatoria d’urgenza con attrezzature mediche d’avanguardia.
All’interno di un singolo snodo lungo circa un chilometro, i soldati israeliani hanno individuato sei pozzi sotterranei di accesso e ventilazione. Arsenali blindati stipati di granate, munizioni ed equipaggiamento da combattimento. Postazioni di fuocopronte all’uso, tra cui un lanciatore e diversi missili anticarro, oltre a sistemi di difesa aerea concepiti specificamente per colpire le truppe dell’IDF e i civili israeliani oltre il confine.
L’aspetto politicamente e militarmente più esplosivo della scoperta riguarda la localizzazione della struttura, costruita in immediata prossimità delle postazioni delle Forze Armate Libanesi (LAF). L’esercito regolare di Beirut, teoricamente garante della sovranità e della sicurezza nell’area in base agli accordi internazionali, è apparso ancora una volta impotente – se non complice per omissione – di fronte allo strapotere dello Stato nello Stato guidato da Hezbollah. Secondo quanto riferito dai comandi israeliani, nell’ambito degli sforzi per far rispettare l’accordo bilaterale tra Israele e Libano, a Beirut era stata presentata un’esplicita richiesta di intervento per smantellare il sito. Una richiesta rimasta lettera morta: i miliziani sciiti filoiraniani hanno apertamente impedito alle forze regolari libanesi di avvicinarsi e bonificare la zona. La fortezza sotterranea di Beaufort si conferma così il simbolo del fallimento della deterrenza istituzionale libanese e, al contempo, la prova plastica di come i fiumi di denaro e il know-how ingegneristico garantiti dall’Iran continuino a fluire nel sud del Libano, trasformando l’area in una polveriera pronta a esplodere a ridosso dei kibbutz della Galilea.





