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Il brand Roma tra investimenti per turisti danarosi e gabbiani in aumento

Carlo Nardello su Primaonline parla delle contraddizioni del brand Roma. C’è un piano, approvato dalla Giunta Gualtieri, che si chiama Piano di promozione turistica di Roma Capitale in Italia e all’estero 2025-2026. Obiettivo dichiarato è di intercettare i viaggiatori cosiddetti altospendenti e consolidare il segmento luxury come asset fondamentale per lo sviluppo economico della città.

C’è una DMO nata nel 2023, la Fondazione per l’Attrazione, voluta dal Campidoglio insieme alla Camera di Commercio e ad Aeroporti di Roma. C’è Julia, l’assistente virtuale di Roma Capitale, che usa l’intelligenza artificiale (che anche io sto usando per questo articolo) per rispondere in oltre 60 lingue alle esigenze dei visitatori. E c’è un impegno economico che, secondo i dati di Zetema Progetto Cultura, solo nell’ultimo anno è cresciuto del 33%.

Poi il turista arriva. E trova il gabbiano.

Non è una metafora e lo dico da residente di questa splendida Città perché ogni mattina, in molte strade del centro storico — Campo de’ Fiori, i vicoli dietro il Pantheon, via della Croce — il Larus michahellis plana, afferra un piccione e lo consuma sul cofano di una macchina in sosta o per terra. I resti del piccione poi vengono ripuliti dai topi che abitano indisturbati ovunque.

Secondo le stime circolate negli ultimi anni, a Roma i gabbiani sarebbero arrivati a circa 40mila esemplari, dopo essere stati intorno ai 10mila e sono diventati aggressivi, adattati alla città, capaci di ingaggiare lotte feroci con piccioni e altri animali, spesso ripresi mentre volano con carcasse nel becco.

I turisti fotografano qualcuno filma ed il contenuto finisce e lo dico con sincero dispiacere per la mia Roma su Instagram e TikTok: distribuzione globale, costo zero, messaggio involontario.

Ma non basta metri più in là, sul bordo del marciapiede, altri visitatori mangiano seduti sull’asfalto, sacchetti di carta sulle ginocchia grazie anche ad un famoso negozio che vende pizza calda farcita le chi carte invadono ogni dove.
Scena ordinaria, come quella di piazza della Rotonda, dove capita di vedere turisti consumare cibo sui gradini della fontana senza apparenti interventi, documentati da noi residenti del I Municipio con la rassegnazione di chi ha smesso di sorprendersi.

Nessuna campagna pubblicitaria regge davvero l’urto di un contenuto virale che racconta l’opposto. Roma investe per proiettare un’immagine di città di lusso, cultura e lifestyle. Ma il suo spazio pubblico più iconico rischia di apparire, agli occhi di chi arriva, come un safari urbano a cielo aperto.

Le norme, sulla carta, ci sarebbero. Il Regolamento di Polizia Urbana del 2019 vieta di consumare cibi e bevande sui beni del patrimonio storico, artistico e monumentale e sanziona il bivacco. Il nuovo Regolamento OSP del marzo 2025 ha ridisegnato concessioni e dehors, con vincoli specifici anche sull’area Unesco. Il punto, però, non è la mancanza di regole ma la loro applicazione intermittente. E dove il controllo non arriva, arriva l’assuefazione ed e’ un processo lento con cui un centro storico diventa parco tematico senza che nessuno abbia mai firmato un’autorizzazione.

Sul fronte dei volatili il paradosso è ancora più evidente. Il Comune ha stanziato oltre 4 milioni di euro per un accordo quadro triennale 2024-2026 dedicato al controllo di gabbiani e storni: annuncio reale, fondi reali, impatto sul campo ancora da misurare. Nel frattempo, però, il Regolamento di Roma Capitale tutela i gabbiani e vieta la rimozione e la distruzione dei nidi. Il risultato è singolare: il gabbiano che nidifica sul balcone di un residente è intoccabile per mesi; il piccione che finisce smembrato sul cofano della Panda non rientra in nessuna narrazione di tutela.

Non ci si può nemmeno lamentare davvero. Il gabbiano segue la sua natura ed in fondo, fa quello che l’accordo quadro da 4 milioni non sembra ancora riuscito a fare.

Quando il divario tra la narrazione promossa da una destinazione e l’esperienza reale diventa troppo ampio, la comunicazione smette di funzionare.

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Spunta Del Debbio per il futuro di

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