L’operazione di Intesa contro il Monte dei Paschi è di portata storica e negativa per Siena, parola di Bruno Valentini
“Ohi, la situazione si è complicata terribilmente” scrive l’ex sindaco di Siena Bruno Valentini. “La mossa di domenica pomeriggio da parte di Bpm verso Banca Mps non era solo un’offerta “amichevole” per costituire un nuovo grande polo bancario, che garantisse l’autonomia dei due protagonisti. Dopo poche ore la vera partita si è svelata (almeno per ora). Perché la proposta di Castagna, ceo di Bpm, probabilmente concordata con Luigi Lovaglio, era il fuoco di sbarramento contro l’attacco della più grande banca italiana sferrato per prendersi Banca Mps, Mediobanca, Bpm ed infine Generali in un solo colpo. Banca Intesa ha lanciato una enorme offerta di acquisizione per scambio azionario (molto allettante per gli azionisti), contando sull’alleanza con Unipol e Bper (a cui andrebbero nominalmente gli sportelli bancari che servono per evitare accuse di eccessiva concentrazione). Una manovra che ridisegnerebbe in modo drastico il sistema creditizio-finanziario-assicurativo nazionale, garantendo a Banca Intesa-San Paolo un ruolo centrale e dominante, anche contro le mire espansionistiche dei rivali storici di Unicredit dell’ambizioso Orcel. Una operazione di portata storica che per Siena al momento sembrerebbe esiziale, nel senso che Banca Mps sarebbe inglobata in un mega gruppo che non potrebbe a mio parere che rendere inutile la Direzione Generale a Siena, se non per una mera vetrina. Una condizione che favorirebbe la scalata di Banca Intesa e dei suoi alleati è la fame di soldi degli eredi Del Vecchio che attraverso la Delfin sono soci di riferimento nell’azionariato Mps. Ora vedremo quali carte ha da giocare Luigi Lovaglio, che diventerebbe un manager secondario nel caso la Opas di Banca Intesa andasse in porto. Ed anche il governo potrebbe giocare un ruolo (e’ ancora azionista rilevante di Banca Mps con un 5% circa), ma senza esagerare perché il ministro Giorgetti non può agire liberamente. Sarà un’estate bollente. Dovrebbero muoversi anche i sindacati, per capire e chiedere garanzie per i dipendenti. Ma stamani non mi sento ottimista sull’esito, perché se ad orientare le scelte degli azionisti chiamati ad aderire ad un’opzione invece che ad un’altra sarà la mera convenienza economica, sarà dura”.





