Banca Mps, l’invito all’azione e il ruolo dei parlamentari che dovrebbero mettersi in contrasto con i vertici dei loro partiti
Stefano Bisi.
C’è un passaggio nell’intervento di Pierluigi Piccini sul Monte dei Paschi che pubblichiamo in queste pagine di sfogliamo.eu che è un invito ad agire. L’ex sindaco di Siena scrive ai suoi concittadini: “Ai senesi non chiedo di custodire un’icona, ma di presidiare un interesse. L’icona, diciamolo, è già perduta: il nome del Monte è ormai un guscio che altri si contendono e che nessuno di loro abita. L’interesse, invece, è ancora qui, ed è concretissimo, gli sportelli, il lavoro, il credito alle imprese della montagna e del contado. E uno strumento per renderlo vincolante esiste: è quel potere speciale dello Stato, il golden power, su cui vado richiamando l’attenzione ormai da tempo, ben prima che entrasse nel dibattito di queste settimane, e di cui ho segnalato per primo anche le ambiguità e gli usi a corrente alternata. È lì che la città può far pesare la sua voce; ed è lì che i suoi rappresentanti, in Comune, in Regione, in Parlamento, hanno il dovere di mettere per iscritto e dire ad alta voce le condizioni di Siena, finché un margine esiste. Perché in queste settimane i numeri parlano, e parlano una lingua precisa. Se non impariamo a leggerla noi, la leggeranno altri al posto nostro. E la scriveranno contro di noi”. E’ l’invito all’azione. In queste ore nel palazzo comunale si sta preparando una mozione unitaria per fare pressione su Roma, sul governo, sulle istituzioni. Poi ci sarà da decidere chi la porta nella Capitale. I parlamentari di questa terra sono tre: Francesco Michelotti di Fratelli d’Italia, Silvio Franceschelli e Marco Simiani del Pd. Hanno la forza, la voglia e la capacità di agire e, forse, di mettersi in contrasto con i vertici dei rispettivi partiti che, speriamo di sbagliarci, hanno tutti abbracciato la tesi del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (“Il Monte lo vendiamo a chi paga di più”) che fa venire i brividi? Fa rabbrividire perché l’esponente leghista parla come un qualsiasi azionista. E se lo dice lui, azionista pubblico del Monte spa, perché dovrebbero dire qualcosa di diverso gli azionisti privati del Monte spa?




