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Attesa per il cda di Banca Monte dei Paschi che esamina i dossier Bpm e Intesa Sanpaolo

Attesa per il Cda di Banca Monte dei Paschi convocato oggi 22 giugno per affrontare alcuni aspetti tecnici della fusione tra il Monte e Mediobanca, operazione, che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio (nella foto) si è impegnato a realizzare entro l’anno. Lo scrive La Nazione. Sul tavolo dei consiglieri però finiranno anche i dossier dell’offerta pubblica di acquisto e di scambio di Intesa Sanpaolo sul Monte, formalizzata lo scorso 8 giugno, e la proposta di nozze alla pari contenuta in una lettera inviata il giorno prima da Banco Bpm. Una proposta che l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha definito come una “lettera d’amore” ma che, secondo indiscrezioni, avrebbe indotto Lovaglio e il suo omologo in Banco Bpm Giuseppe Castagna a formalizzare un ‘accordo di riservatezza’. L’obiettivo sarebbe quello di avviare un vero e proprio negoziato a carte scoperte (due diligence) per valutare le possibili nozze. Il tutto per sterilizzare la cosiddetta ‘regola della passività’ (passivity rule), che impone di sottoporre preventivamente all’assemblea straordinaria degli azionisti qualsiasi azione difensiva nei confronti di un’offerta pubblica. Difficile però che un’operazione straordinaria della portata di una fusione si possa realizzare senza chiedere il parere agli azionisti con un’offerta concreta pendente.

Il dato certo finora è che lo scorso 8 giugno Mps formalizzava l’intenzione di procedere “nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, alla valutazione della proposta, non sollecitata, di potenziale operazione di aggregazione con Banco Bpm e dell’opas volontaria promossa da Intesa Sanpaolo, non concordata”.

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