#CULTURA

Anche nel Medioevo c’era la movida

Giovanna Baldini.

La movida nel Medioevo? Direi di sì… Se pensiamo al corteo di cinquecento cavalieri sontuosamente bardati sui loro palafreni nella notte dell’ultimo giorno di Carnevale del 1464. Alla testa dell’armeggeria (rituale cavalleresco) il giovane fiorentino Bartolomeo Benci, innamorato della bella Marietta degli Strozzi, a cui veniva dedicata una serenata.

E pensare che di notte, nei secoli bui del medioevo, dopo il coprifuoco, era proibito uscire di casa e circolare in città!

Di questo e di molto altro ancora parla il libro di Beatrice Del Bo, Tutto in una notte Una storia insonne del Medioevo. La storica medievista fa una descrizione puntuale e particolareggiata della vita notturna del periodo medievale, relativa ai secoli XIII, XIV, XV. La fa attingendo a documenti ufficiali, statuti, leggi, regolamenti pubblici e a contributi letterari. Cita, infatti, Sacchetti, Boccaccio, Dante e altri autori del tempo, convinta, a ragione, che, se un fatto accade all’interno di una pagina scritta, ha preso spunto dalla realtà vera: a qualcuno è capitato, l’ha vissuto, l’ha raccontato. E può valere come testimonianza di comportamenti. 

Gli ambienti in cui la scrittrice conduce il lettore sono molteplici: non solo la strada,  buia e illuminata da torce, ma anche tutti i locali dove si svolgono le attività lavorative che non si possono fermare con la notte. Per esempio, quella dei tintori fiorentini o dei fioleri, i vetrai veneziani. Ci sono anche i barbieri e gli speziali che, al servizio del pubblico, devono restare svegli di notte. Sono tre, a Venezia, le farmacie aperte h 24, secondo un ordinamento della Repubblica.

Il fuori e il dentro risultano movimentati e pieni di occupazioni. La strada percorsa da chi viaggia per commercio o per diporto; da chi trama inganni, prepara assalti ai castelli, da spie e nemici politici. E anche da ladri e malfattori di ogni risma. 

Una considerazione mi viene da fare a questo punto sulla pena comminata, al tempo, ai ladri, molto diversa dal nostro ordinamento giuridico attuale. I ladri di polli, manzi e buoi;di carichi di biada o grano, se vengono colti sul fatto, sono portati davanti al giudice o al podestà e condannati a una pena pecuniaria, anche di “mille lire”, proporzionale al danno. Una differenziazione di pene da scontare, a seconda del reato, sarebbe auspicabile ai nostri tempi, invece oggi la galera è l’unica forma di condanna…

All’aperto si svolgono anche gli incontri col Diavolo, i sabba, come si legge in alcune testimonianze di donne condannate per stregoneria. 

Il dentro ancora illuminato nella notte è quello delle case, della camera da letto, dove si lavora, si scrive si preparano gli ordini per inviare le merci, come fanno Francesco Datinie sua moglie Margherita, ricchi mercanti pratesi della fine del Trecento. Dalle loro lettere sappiamo che sono così impegnati da non avere tempo di dormire. Di notte si veglia anche per divertirsi e il locale adatto è la taverna, dove si gioca d’azzardo e si beve vino in abbondanza di notte e di giorno. Nelle chiese si prega, nei conventi, spesso no. Divertirsi e fare sesso sono modi per vivere la notte. Una oscurità medievale piena di torce e fiaccole, fuochi d’artificio per le feste e le battaglie. Le torce le usano anche tutti gli ufficiali che percorrono le strade della città per il controllo e il mantenimento dell’ordine, per l’incolumità dei cittadini, e anche loro non dormono.

Ma altre cose interessanti, e tutte documentate, ci sarebbero da raccontare, però, non voglio togliere al lettore la sorpresa di affrontare e conoscere questo Medioevo buio e vitale, descritto dalla Del Bo. Il tempo che va dal crepuscolo alle prime luci dell’alba di tutti i giorni dell’anno per quasi mille anni risulta pieno di luci e di movimento.

Il libro è corredato da un apparato iconografico a colori e in bianco e nero che, con dovizia di particolari, aiuta il lettore a orientarsi nella vita quotidiana di quel lungo periodo storico, sfatando non pochi pregiudizi e luoghi comuni.

Insomma, per capirci, i cosiddetti secoli bui, non erano oscuri per niente!

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Il Palio di Siena e il palio

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