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L’Unione Europea non metterà bocca sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze ma il 22 ottobre il Tar discute i ricorsi

Gli stagni della Piana fiorentina e pratese non sono “habitat prioritario”, ovvero non sono ricompresi tra i siti della Rete Natura 2000. Per questo motivo, il decreto per la valutazione d’impatto ambientale della nuova pista dell’aeroporto di Firenze del 12 novembre 2025 non dovrà essere sottoposto a un nuovo giudizio dell’Unione Europea: sarà invece sufficiente comunicare all’Ue le misure di compensazione ambientale previsteIl pasticcio, anticipato da T24 il 17 febbraio scorso, è stato risolto con l’emanazione di un nuovo decreto del Ministero dell’ambiente, di concerto con il Ministero della Cultura, firmato dal direttore generale Valutazioni Ambientali Gianluigi Nocco e dal direttore generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio Fabrizio Mangani: decreto che rettifica quello del 12 novembre 2025. Dunque un punto a favore della nuova pista: sarà sufficiente una semplice comunicazione a Bruxelles per rendere efficaci le indicazioni della valutazione d’impatto ambientale e convocare la Conferenza dei servizi.

“La semplificazione dell’iter per il potenziamento dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista da parte del Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza energetica – afferma la sindaca Sara Funaro (nella foto) a T24 – è un passaggio importante che va nella direzione di dare certezze a un’infrastruttura strategica per il territorio. Anziché richiedere il parere, il decreto ora prevede una informativa alla Commissione Europea delle misure compensative adottate per gli stagni della piana fiorentina e pratese, dando nei fatti ragione a Enac e Toscana Aeroporti circa la coerenza della documentazione presentata”.

Funaro sottolinea che “ora l’iter amministrativo potrà andare avanti con i successivi adempimenti, in particolare con l’avvio della procedura della conferenza dei servizi necessaria per l’approvazione del progetto e l’avvio dei lavori. Adesso avanti tutta con i lavori, fondamentali per sviluppare l’aeroporto, rendendolo sempre più all’altezza della nostra città, e per dare una risposta alle cittadine e ai cittadini che lo aspettano da tempo, in particolare nelle zone interessate dai sorvoli degli aerei in fase di decollo e atterraggio”. 

Adesso la procedura è spianata, almeno lato Europa, afferma T24, ma restano i ricorsi al Tar presentati da Comuni della Piana e associazioni ambientaliste, che saranno discussi il 22 ottobre.

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