#POLITICA #TOSCANA #ULTIME NOTIZIE

Rosati tuona: “Riprendiamoci Siena” e parte la campagna per restituire le chiavi della città ai senesi come nel 1979

Stefano Bisi.

#siena2028 non è un hashtag qualsiasi perché contiene l’anno delle elezioni comunali a Siena e gli addetti ai lavori hanno letto con curiosità il post su Instagram di Mauro Rosati (nella foto), direttore della Fondazione Qualivita, che commenta l’uso della città a fini turistici.

Tuona Rosati: “Siena non è dei turisti. E non è nemmeno di pochi interessi che la consumano ogni giorno. Come carne da macello, oggi Siena viene trattata peggio dello spezzatino: a pezzi, senza visione. Pullman, NCC, flussi continui che superano di gran lunga la capacità di una città medievale fragile, unica, irripetibile. Non è percezione: sono i numeri a dirci che l’overtourism non genera valore diffuso. Arricchisce pochi e impoverisce molti. Il prezzo lo pagano i senesi. Affitti fuori controllo, case svuotate, servizi di vicinato che scompaiono. Una città che perde residenti perde anche anima, relazioni, identità. Siena rischia di diventare una scenografia. Bella, sì. Ma vuota. Riprendiamoci Siena. Con un turismo regolato, rispettoso, sostenibile. Con politiche che mettano al centro chi vive la città ogni giorno. Con attività vere, radicate nel territorio, non solo franchising senza identità. Una città viva 365 giorni l’anno è una città che respira, lavora, accoglie senza svendersi. Basta incuria. Basta prepotenza.   Siena deve tornare a essere misura di sé stessa”.

Il grido d’allarme lanciato da Mauro Rosati, “Riprendiamoci Siena” fa tornare in mente lo slogan della campagna elettorale del Psi nel 1979 che portò all’elezione di Mauro Barni sindaco. Allora non c’era l’elezione diretta del primo cittadino ma era il consiglio comunale a eleggerlo e dopo una lunga trattativa l’ex rettore dell’Università e protagonista della crescita dell’ateneo indossò la fascia tricolore. Il titolo della campagna elettorale era “Restituiamo le chiavi della città ai senesi” e venne ideata da Renzo Giannelli, ex giornalista dell’Unità ed ex assessore comunale comunista prima di approdare al Psi e lanciare un’accesa campagna anticomunista. Ma alla fine la giunta Barni era il frutto dell’alleanza tra socialisti e comunisti.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti