#ECONOMIA #TOSCANA

Piombino e il momento della verità, oltre la stagione dei No servono i fatti

Pablo Cinci, presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino ha scritto una lettera aperta a ministri, presidente della Regione Toscana, sindaco di Piombino e presidente dell’Autorità di sistema portuale.

Ai Chiarissimi Ministri, al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco di Piombino e al Presidente dell’Autoritàdi Sistema Portuale

Piombino si trova oggi dinanzi a un tornante della storia che non ammette esitazioni: è il momento di volgere

lo sguardo oltre la stagione dei veti e di abbracciare la concretezza dei fatti. In uno scenario geopolitico segnato

da profonde incertezze, la presenza della nave rigassificatrice ITALIS LNG si è rivelata un pilastro fondamentale

per la sicurezza energetica della nostra Nazione.

Tale ruolo, emerso con urgenza in prima istanza a seguito del conflitto in Ucraina, ha assunto oggi una

rilevanza ancor più critica e accentuata a causa delle tensioni in Iran. I dati, nella loro sobrietà, sono

inequivocabili: dall’insorgere di quest’ultima crisi, il nostro scalo ha accolto otto navi gasiere, garantendo

l’immissione di oltre un milione di metri cubi di LNG nella rete nazionale. Questo terminale rappresenta per

l’Italia non solo un’infrastruttura, ma un’autentica garanzia di libertà strategica, consentendo

l’approvvigionamento globale al riparo dai condizionamenti e dai ricatti legati allo stretto di Hormuz.

A suprema conferma di tale insostituibile valenza, il testo del Decreto-legge 11 marzo 2026, n. 32, approvato

dal Senato nella giornata di ieri 29 aprile, interviene puntualmente, all’articolo 9, comma 5, allo scopo di

assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale. La stessa

relazione governativa al provvedimento evidenzia come dal terminale di Piombino, la cui autorizzazione e la

relativa autorizzazione integrata ambientale giungeranno a scadenza il 4 luglio 2026, transiti circa l’8 per cento

del gas immesso nel sistema nazionale.Se da un lato la norma garantisce opportunamente la continuità operativa dell’impianto prorogandone

l’efficacia autorizzativa fino alla conclusione dei procedimenti di rinnovo, dall’altro il medesimo comma 5

contempla esplicitamente l’eventualità della realizzazione di opere per l’esercizio in un «altro sito».

È esattamente su questo punto che la nostra riflessione deve richiamare tutti al valore del lavoro e alla realtà

dei fatti. Il comparto delle rinfuse liquide costituisce oggi il 40% dei traffici del nostro porto; rinunciarvi

significherebbe infliggere un colpo gravissimo al tessuto economico locale. Allontanare la ITALIS LNG verso

destinazioni incerte non è solo una scelta priva di logica economica e industriale, ma rappresenta un pericoloso

cedimento a quella cultura del pregiudizio che troppo spesso ha frenato il progresso del nostro Paese.

Auspichiamo, pertanto, che si superi definitivamente ogni ambiguità istituzionale. L’ipotesi dello

spostamento in “altro sito” risulta non solo onerosa, ma profondamente dannosa per la definizione stessa

delle compensazioni spettanti al nostro territorio. È imperativo avviare percorsi condivisi per definire misure

di riequilibrio ambientale adeguate, in un processo guidato e coordinato direttamente dal MASE, per garantire

la necessaria concretezza superando definitivamente gli approcci demagogici.

Le criticità che gravano su Piombino sono storiche e richiedono investimenti pubblici urgenti per colmare un

divario infrastrutturale ormai insostenibile. Il rilancio del distretto industriale e l’efficienza degli impianti

siderurgici dipendono strettamente dal completamento delle opere portuali e dalle bonifiche ambientali. Al

contempo, l’abbattimento dei costi energetici resta una condizione essenziale per restituire competitività alle

nostre imprese e sollievo alle famiglie.

Per tradurre queste necessità in azioni tangibili, riteniamo necessario agire attraverso lo strumento

dell’Accordo di Programma, ai sensi dell’art. 34 del TUEL, coinvolgendo in modo sinergico il Comune di

Piombino, l’Autorità di Sistema Portuale, la Regione Toscana e i Ministeri competenti.

Piombino ha atteso a lungo. Oggi, con i nuovi strumenti normativi a disposizione, abbiamo l’opportunità di

scegliere tra il persistere dell’incertezza e la responsabilità di governare il rilancio di un intero territorio. Siamo

certi che la lungimiranza prevarrà, nella consapevolezza che il tempo è la risorsa più preziosa di cui disponiamo.

*Pablo Cinci è il presidente di Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino

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