Silvia Salis irrompe su Vanity Fair come Renzi nel 2013
Prima il Guardian le dedica un ritratto, soffermandosi anche sul concerto techno organizzato a Genova. Poi Bloomberg la etichetta come «anti-Meloni» e, infine, arriva la copertina di Vanity Fair, proprio come accadde a Matteo Renzi nel 2013, quando era sindaco di Firenze e poi vinse le primarie del Pd. Se se lo sia ricordato o meno poco importa (sebbene il rimando sia fin troppo facile), l’intervista della sindaca di Genova, Silvia Salis, è comunque destinata a entrare nel dibattito del centrosinistra. Anche se non compaiono mai parole come «primarie» – respinte fin dal primo giorno – né «leadership». Il focus resta soprattutto sulla città che amministra, più che sugli equilibri nazionali. Eppure alcune frasi pesano: «Quando sei al potere non puoi sempre fare ciò che vuoi – osserva – devi trovare compromessi continui, mediare tra le forze politiche nell’interesse della città. È un equilibrio difficile. E ripenso a quanto mi dicevano in molti: dopo aver fatto il sindaco, sei pronto a tutto».





