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Firenze tra degrado e pigrizia, l’amaro commento di Paolo Ermini

Con l’attenzione di cronista e la passione civica di cittadino, Paolo Ermini, già direttore del Corriere Fiorentino, osserva Firenze e scrive quello che pensa sui social. “Ho letto post zittiti con chi ha protestato per l’operazione Croce al Trebbio, dove il gestore di un locale ha rifatto a sue spese il marciapiede (pubblico) ottenendo in cambio dal Comune il permesso per metterci i suoi tavolini (privati). Tra chi si è arrabbiato ci sono anche alcuni fiorentini che in buona fede hanno detto: meglio così che la sosta selvaggia di moto e bici che c’era prima. Meglio sì, e’ vero. Ma solo perché nessuno crede più alla terza via, la sola praticabile, e cioè alla volontà e alla capacità del Comune di tenere il centro in uno stato dignitoso” commenta Ermini. 

”Ci stiamo abituando al degrado, la verità è questa. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Giani ha replicato a chi aveva sollevato il caso delle spallette di Lungarno Acciaioli e del Lungarno Corsini, orribilmente tinte di bianco, affermando che erano così anche prima del 2018 e che i lavori si erano conclusi con il ripristino della situazione e ha aggiunto: ci penseranno le piene dell’Arno a dare una mano di grigio… Se ne deduce che bisogna rassegnarsi a ogni scempio. Come il cordolo che deturpa la schiena di Ponte Santa Trinita, considerato da parecchi esperti il ponte più bello del mondo. Ma non c’è da stupirsi: da anni sono guaste alcune delle luci che illuminano le campate sul fiume (un impianto donato alla città da Stefano Ricci) senza che nessuno se ne curi” scrive.

“Tassello dopo tassello – commenta con amarezza -, stiamo distruggendo la bellezza di Firenze. E non parlo del “cubo nero” di via San Gallo su cui sono già stati versati fiumi di inchiostro. La città è diventata una distesa di cantieri , però abbiamo strade e marciapiedi pieni di buche e, se va bene, di toppe a catrame. E se il Comune latita, la soprintendenza continua a dormire sonni profondi. La città è sempre più sporca e caotica, ma nessuno prende atto che la raccolta dei rifiuti così com’è non funziona. La città paga un prezzo salatissimo per la costruzione delle nuove tramvie: vie ridotte a viuzze, traffico insostenibile, crisi dei negozi. Proprio oggi ho ricevuto la comunicazione di un grande venditore di tappeti che con l’avvio dei cantieri sulla sua strada sbaracca tutto e poi chiuderà. E non c’è stato un dirigente uno che abbia preso in considerazione l’idea di sospendere la Ztl in strade che consentirebbero almeno di ridurre i disagi”. 

Ermini dedica una parte del suo commento a “Degrado e pigrizia”.

Scrive: “Ma l’aspetto più grave del degrado urbano e’ la crescente insicurezza. Le istituzioni sono insorte alla prima uscita delle “quasi ronde” dei vannacciani. Giusto, ma non sarà con gli anatemi politici che la battaglia contro Vannacci e C. sarà vinta. I fiorentini sono via via più esasperati, e anche impauriti. Le cronache ne sono testimonianza. Servono misure drastiche, interventi mirati per tentare di recuperare le zone franche dalla legge. Le istituzioni fiorentine la smettano di giocare a scaricabarile per addossare la responsabilità al governo nazionale. E ne cerchino invece una collaborazione fattiva. I nuovi vigili urbani (cento? Duecento?) che cosa stanno facendo? Perché il capo della polizia municipale e la sindaca non ci spiegano come e’ stato riorganizzato il Corpo, e con quali finalità? Siamo la città delle multe, vorremmo essere la città della convivenza civile. A questo proposito ribadisco che di notte Firenze sta diventando un teatro di abusi. Un palcoscenico di impunità. Anche per la rottura di regole che ormai sono ritenute da tanti del tutto superate, inutili, patetiche”. 

“Si comincia così, ma poi spuntano i coltelli” è l’amarissima conclusione di Ermini.

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